Un «toc» provocato con un sasso sulla carrozzeria. Le due auto che si fermano; due individui scendono e guardano il danno: uno specchietto rotto. Da qui la proposta di non andare per assicurazioni ma di «aggiustare» le cose con una somma di denaro, che si aggira sul centinaio di euro.
Alcuni ci cascano. Altri fortunatamente no. E denunciano l'episodio ai carabinieri. Diverse le segnalazioni arrivate sulle scrivanie dei comandanti delle stazioni dei carabinieri della Valsabbia ma pure del Garda. Tuttavia, grazie ad una denuncia dettagliata presentata da un automobilista di Anfo, i militari di Idro sono riusciti ad individuare due uomini, due nomadi italiani, che sono stati denunciati per tentata truffa.
L'automobilista infatti, dopo aver sentito il rumore di un urto, è stato avvicinato da due uomini che viaggiavano su una Alfa Romeo 147 blu. Lamentavano la rottura dello specchietto laterale. Ma il valsabbino non ha voluto sentire ragioni e anzi, insospettito e forse messo in allarme dall'insistenza dei due, nell'andarsene, è riuscito a prendere parte della targa della vettura asseritamente danneggiata.
Da qui l'identificazione e la successiva denuncia dei due: un 27enne e un 26enne, che avevano un accento meridionale, nomadi senza fissa dimora.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri i truffatori utilizzano delle fionde per lanciare i sassi contro le vetture di passaggio e simulare il rumore dell'urto. Prediligono soprattutto automobilisti attempati, per cercare di raggirarli con più facilità e riuscire così ad ottenere da loro il «risarcimento» del danno.
Tre i casi in cui però le vittime non ci sono cascate e anzi hanno denunciato ai militari. L'invito delle forze dell'ordine è quello di prestare la massima attenzione e di denunciare sempre ogni tentativo di raggiro di questo genere.
Daniele Zorat