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finanza nel bresciano

Maxi operazione contro usura ed evasione fiscale

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Ore: 13:31 | martedì, 25 settembre 2012

Una complessa indagine nel settore dei lavori edili, denominata “My Fire”, condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Brescia e coordinata dalla locale Procura della Repubblica (Sost. Proc. dott. Antonio Chiappani), ha portato alla denuncia di 21 persone di cui molte residenti nel Bresciano e all'arresto di un 48enne di Rovato.
Tra i denunciati dell'operazione My Fire ci sono persone residenti a Manerba, Capriolo, Rovato, Erbusco, Braone, Brescia, Padenghe, Rezzato, Mazzano, Villanuova sul Clisi, Lonato, Calcinato, Borgosatollo, Gardone Valtrompia, Castegnato, Castelcovati, Cazzago, Paratico, Pontoglio, Castrezzato e Cazzago.

Le indagini hanno consentito di accertare l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale e contributiva, posta in essere mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture false, la distruzione e l’occultamento delle scritture contabili obbligatorie ed il mancato versamento di ritenute fiscali e contributi previdenziali, in quanto compensati con crediti tributari inesistenti.
L’attività investigativa si sviluppata tra le province di Brescia, Cremona e Milano nel periodo maggio 2010–settembre 2012
C'è stato inoltre un sequestro preventivo ‘per equivalente’  di una villa a Rovato del valore di oltre 500.000 euro.

Sono state ricostruite operazioni inesistenti intercorse tra 18 società con sede in Lombardia (7 delle quali “cartiere”, ossia imprese in realtà non operative)  per un importo complessivo di circa 24 milioni di euro, accertate ritenute fiscali non versate per quasi 2 milioni di euro e contributi previdenziali non corrisposti all’erario per più di 4,5 milioni di euro.

Agli indagati sono stati contestati anche i reati di truffa ai danni dell’INPS, falsità ideologica (per aver chiesto ed ottenuto indebitamente il Documento Unico di Regolarità Contributiva) e favoreggiamento personale (quest’ultimo reato contestato ad un commercialista che si era occupato degli adempimenti amministrativo-contabili di alcune delle imprese coinvolte, in modo da ostacolare eventuali indagini).

In particolare, i responsabili della frode, inserendo falsi crediti d’imposta nei modelli unificati di pagamento “F24”, ottenevano molteplici vantaggi

Le fatture per operazioni inesistenti emesse dalle imprese “cartiere” gestite dal 48enne di Rovato servivano principalmente ad ottenere la provvista necessaria al pagamento di operai che prestavano la loro attività lavorativa “in nero” o, di fatto, alle dipendenze di aziende diverse rispetto a quelle presso le quali risultavano essere formalmente assunti (cosiddetta “interposizione fittizia di manodopera”).

In precedenza, nel corso delle indagini i Finanzieri avevano scoperto gravi fatti di usura, in relazione ai quali erano state eseguite altre 2 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti usurai, G.I., 46 anni, di origine calabrese e residente a Brescia e D.M., 52 anni, di Oppido Mamertina (RC).
Diciotto le persone denunciate e sequestro di 5 appartamenti (di cui 3 già confiscati) 14 autovetture e quote del capitale sociale di una s.r.l., per un valore complessivo di oltre 2 milioni di euro.
Anche i prestiti concessi dagli usurai trovavano una “giustificazione” contabile attraverso false fatture.

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