Dopo qualche anno di presidio e di lavori, da quest'estate i lidi pubblici iseani saranno orfani dei chioschi e dei gestori delle spiaggette libere. Se fino all'anno scorso, infatti, le attività sistemate sui bagnasciuga erano due, quella avviata nel capoluogo alla spiaggia «dei poveri» e quella del porto comunale di Pilzone, per l'inizio di questa stagione estiva le caratteristiche casette in legno sono state smantellate, lasciando un vuoto poco piacevole.
Fermo restando che i motivi che hanno portato alle chiusure sono diversi e ben argomentati, resta il fatto che la chiusura dei due presidi turistici ha creato parecchio malcontento tra i tanti fruitori del servizio, sia a Iseo che nella frazione, ma anche tra gli amministratori che in passato avevano lavorato per vivacizzare questi luoghi.
«Il problema è evidente -spiega Aristide Peli, capogruppo del Patto per Iseo e assessore provinciale alle Attività sociali - perché a questo punto le spiagge perderanno il lavoro di valorizzazione avviato negli anni passati e, oltre a essere meno curate, mancheranno del forte connotato di punto d'incontro, che era cresciuto proprio con la realizzazione dei chioschi. Come risolvere il problema? Secondo me - continua Peli -, visto che il gradimento della gente era molto elevato e oggi è altrettanto vistosa l'insoddisfazione, potrebbe essere il caso di convocare una Conferenza dei servizi, che riunisca attorno a un tavolo il Comune, l'Asl, il Consorzio dei laghi e tutti gli attori interessati al rilancio di queste attività turistiche».
L'insoddisfazione più marcata, vista anche la carenza di strutture sul proprio territorio, arriva dalla piccola Pilzone, una realtà che in estate raddoppia i suoi abitanti e in cui il chiosco del porto era particolarmente apprezzato. «In un paese poco vivace come il nostro, il bar del lago era diventato molto importante - racconta il presidente dell'Unione sportiva Marco Gasparotti - perché non aveva solo il compito di distribuire bibite e gelati, ma anche quello fondamentale di fornire un bagno pubblico ai fruitori della spiaggia, che oggi invece è stato chiuso».
«In più - gli fa eco il consigliere di Clusane Unita Gabriele Gatti - questi gestori mantenevano pulito il bagnasciuga dalle alghe e tagliavano l'erba dei giardini: crediamo sia uno sbaglio lasciare che questi presidi gratuiti abbassino le saracinesche. Se c'è un problema di ordine pubblico, si deve lavorare per risolverlo e non chiudere i punti di ritrovo».
E la posizione del Comune? È ancora quella di favorire queste aperture? «Senz'altro sì - precisa il sindaco Riccardo Venchiarutti - anche se, rispetto al passato, le norme igienico sanitarie dettate dall'Asl si sono fatte più stringenti e per i gestori possono esserci più difficoltà».
È utile a questo punto ricordare che, se in passato il chiosco poteva comprendere solo lo spazio bar, ora l'investimento è reso più oneroso dalla presenza obbligatoria del bagno e dello spogliatoio per il personale.