Bassa

Inquinamento, bottiglie e materassi nell’Oglio

La rete irrigua che solca la campagna della Bassa, la stessa che va ad irrigare le coltivazioni sui campi, trasporta ogni sporcizia.

È con l’arrivo dell’estate che i nodi vengono al pettine. Basta inforcare la bicicletta e portarsi poco fuori dai paesi, per vedere ciò che non si dovrebbe vedere. Il caldo afoso moltiplica gli odori nocivi; le acque scarse nei fiumi rivelano gli scarichi abusivi e mostrano un liquido putrido, dal colore indefinibile.

Il Mella è inquinato, il fiume Oglio lo segue a ruota, e la rete irrigua che solca la campagna della Bassa, la stessa che va ad irrigare le coltivazioni sui campi, trasporta ogni sporcizia, ogni immondezza. Sulle curve delle rogge, sotto i ponti e agli scavalchi, una montagna galleggiante di plastiche, bottiglie, barattoli d’ogni forma e foggia e carcasse d’animali… trasformano i fiumi, grandi e piccoli del piano, in cloache d’immondizia.

Il letto dei fiumi, in questi giorni poveri d’acqua, mostrano qua e là montagne di mattoni, materiali edili e ramaglie che qualche incivile, con trattore e carriaggi, ha gettato sugli scoscesi, insieme a divani, materassi, seggiole rotte, e ogni altro sporcizia.

Nel fiume Oglio, nel tratto tra Quinzano e Monticelli per fare un solo esempio, le plastiche galleggiano per metri e metri. La notte, da queste parti, soprattutto in estate, si alzano nel cielo odori acri, nauseabondi, che seguono e uccidono interi tratti di fiume.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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