Bassa

Ecco il macello che porterà mille posti di lavoro

Viaggio a Kutno (Polonia) dove Pini ha costruito nel 2009 un sito produttivo simile a quello che realizzerà a Manerbio


Dodicimila suini macellati ogni giorno e trasformati all'interno del medesimo stabilimento; 1.300 persone occupate; un indotto che genera lavoro per altri 15mila addetti; un fatturato annuo di 400 milioni.


Cifre che parlano da sole, e che caratterizzano il sito produttivo Pini Polonia di Kutno, città industriale in stile sovietico che sorge 125 km a ovest della capitale Varsavia. L'imprenditore valtellinese Piero Pini ha investito qui nel 2009, costruendo un macello-stabilimento dove arrivano i maiali vivi e da dove escono le scatole pronte per gli scaffali del supermercato o per le navi dirette verso l'estremo oriente (il 50% della produzione viene esportato).
Pini ha realizzato in Polonia un centro produttivo del tutto simile a quello che intende costruire a Manerbio, non lontano dal casello autostradale. Nel Bresciano - se otterrà gli ultimi permessi - l'imprenditore investirà 50 milioni di euro e porterà tra 800 e 1.200 nuove opportunità lavorative. Anche qui saranno macellati fino a 12mila maiali al giorno (ma si partirà da 8mila). I lavori, come conferma il sindaco di Manerbio, Cesare Meletti, potrebbero iniziare già dopo l'estate e, entro fine 2013, il nuovo stabilimento potrebbe essere operativo.


Piero Pini abita a Kutno da tre anni. Nel suo ufficio è collocato un contatore digitale che quantifica la produzione del giorno: 3.245, 3.246, 3.247.... «L'azienda di famiglia - ci spiega - è stata fondata da mio padre a Grosotto, in provincia di Sondrio, per la produzione di bresaole; nel 1981 è diventata un'industria». Ma è negli anni Novanta che Pini fa il vero salto imprenditoriale: «Ho aperto un primo macello/stabilimento in Ungheria, nel 1994, il più grande del paese magiaro; visto il successo, tre anni fa ho replicato qui in Polonia». A Kutno sono lavorati 12mila maiali al giorno, ma la capienza è per 16mila. Pini sta peraltro estendendo l'insediamento produttivo, per installare nuovi macchinari e incrementare le diverse tipologie di taglio (saranno realizzati anche gli hamburger, prodotto in arrivo anche a Manerbio).


«Non capisco chi si oppone al nostro progetto - aggiunge Pini - visto che porterò lavoro e che saranno macellati solo maiali italiani: non avrebbe senso per me portare suini dall'estero, dato che in Polonia e Ungheria, dove tutto costa meno, sono proprietario dei più grandi macelli dei due paesi. Dopo aver investito all'estero - dice l'imprenditore con una punta di amarezza - ora voglio portare capitali e lavoro in Italia ma, a parte l'appoggio dell'amministrazione manerbiese, sto trovando solo opposizioni; se non volessi lasciare uno dei miei figli alla guida dello stabilimento italiano, credo che abbandonerei questo piano». Per chiedere un esplicito sostegno da parte del mondo degli allevatori, Pini volerà in Italia martedì prossimo e incontrerà i rappresentanti delle organizzazioni agricole bresciane.


In Polonia - e così sarà anche a Manerbio - vengono realizzati tutti i tagli freschi. I maiali macellati provengono da allevamenti polacchi e metà della produzione viene venduta e consumata sul territorio. I tagli meno pregiati, invece, sono spediti in oriente (Cina, Corea e Giappone). Il sangue viene raccolto e venduto in Olanda e il pelo è acquistato da un vicino produttore di pennelli. Tutto fa fatturato.

Guido Lombardi

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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