La notizia che Boni è indagato per corruzione è arrivata come un uragano al Pirellone. Boni, infatti, è il quarto membro dell'ufficio di presidenza indagato nell'ultimo anno e tutti gli altri tre hanno lasciato il loro incarico. A luglio si è dimesso da vicepresidente Filippo Penati - ex sindaco di Sesto San Giovanni, ex presidente della Provincia di Milano ed ex capo segreteria politica di Bersani - al centro di una vicenda di tangenti.
Dopo di lui le dimissioni sono toccate all'altro vicepresidente Franco Nicoli Cristiani (Pdl), ex assessore all'Ambiente e al Commercio, arrestato a novembre (e rilasciato a fine febbraio) per tangenti.
Infine a gennaio è stata la volta di un altro ex assessore all'Ambiente e alla Protezione civile. Massimo Ponzoni (Pdl), finito in carcere per una inchiesta della Procura di Monza sul fallimento della società Pellicano, dimessosi da segretario.
Boni ha assicurato la sua innocenza. «Confermo - ha spiegato - la mia piena disponibilità a chiarire la mia posizione».
L'unico ad oggi ad essere privo di avvisi di garanzia è Spreafico del Pd.