Per ragioni di competenza territoriale viene trasferita da Brescia a Milano la parte dell’inchiesta in cui il vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, Franco
Nicoli Cristiani, arrestato mercoledì, risponde di concorso in corruzione per una presunta tangente da 100mila euro incassata sull’affare della cava di amianto.
Il fascicolo di indagine è stato consegnato dal procuratore aggiunto di Brescia Fabio Salamone al procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo. Oltre a Nicoli Cristiani, in questa parte dell’inchiesta sono indagati anche Giuseppe Rotondaro, funzionario dell’Arpa, e i coniugi Orietta Pace Rocca e Luca Locatelli, gli imprenditori che, secondo l’accusa, avrebbero versato la tangente tramite Rotondaro per ottenere la pubblica concessione.