Brescia e Hinterland

Maya, si può prenotare la mostra «che non c'è»

Manca ancora l'ok definitivo della Loggia, ma la macchina organizzativa è già partita. Come dimostra il nostro "esperimento".

Voce femminile registrata, musichetta d'attesa, poi risponde l'operatrice. «Vorrei prenotare due biglietti per la mostra dei Maya». Attimo di silenzio, seguito da «le passo la mia collega». Risponde una seconda donna che raccoglie la prenotazione: nome, cognome, e-mail, data prescelta, perfino l'orario della visita. Facilissimo. Ecco riservati due biglietti per domenica 28 ottobre alle 11, due giorni dopo l'apertura ufficiale della mostra «Maya - I signori del tempo». Unico dettaglio: la mostra ancora non c'è. Almeno, è nei progetti del Comune e la trevigiana Artematica, la stessa società degli Inca e di Matisse, ha già cominciato a lavorarci. Ma la Loggia, fanno sapere da Treviso, non ha sbloccato i finanziamenti e chiuso il contratto.

Allo stato attuale, dunque, è ancora del tutto virtuale. Ma siccome i due partner contavano di chiudere la partita entro la fine dello scorso anno, la comunicazione promozionale è già iniziata. In giornali e riviste si può trovare la pubblicità che presenta la mostra a Brescia, Museo di Santa Giulia. L'inizio dell'allestimento sui Maya è fissato per il 26 ottobre, mentre la conclusione, fine del mondo permettendo, è prevista il 5 maggio. Nell'inserzione si annuncia che l'ingresso sarà gratuito per tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado (tradotto: elementari e medie). Per informazioni e prenotazioni viene indicato il numero 800775083. Si possono riservare i biglietti, mentre il pagamento si effettuerà alla cassa del museo o via carta di credito, una volta che il servizio sarà attivo sul sito internet della mostra.

Il dilemma «si fa, non si fa» è rimasto appiccicato all'esposizione nel corso degli ultimi mesi. Anche se, va detto, nonostante gli scossoni subiti dal bilancio della Loggia, il sindaco Paroli e l'assessore alla Cultura Arcai hanno sempre confermato la volontà di portare i Maya a Brescia nell'anno della profezia funesta.
Forte di queste rassicurazioni, Artematica si è portata avanti con il lavoro. Già nel giugno 2011 i curatori Giuseppe Orefici e Antonio Aimi intrapresero il primo viaggio nei musei del Sud America per cercare i reperti per la mostra. L'esplorazione si è ripetuta lo scorso febbraio e marzo: la selezione comprende circa 300 opere provenienti da Guatemala, Honduras, Belize, per un totale di sette musei prestatori. Alcuni pezzi sono stati individuati anche nel nostro continente, ospitati in istiuzioni museali europee.

Concluso il lavoro di ricerca, ora tocca ad Artematica chiudere i contratti e avviare le procedure per i prestiti. Il 2012 è certamente l'anno dei Maya, sono stati in molti a dare la caccia ai loro materiali per allestire mostre, ma Orefici assicura che le opere scelte per Brescia comprendono «pezzi veramente eccezionali, alcuni dei quali mai visti in Europa».

Artematica ha dovuto superare un periodo difficile. Il bilancio al 31 luglio 2011 è stato chiuso con 2,34 milioni di euro di passivo su un fatturato di 2,29 milioni, in calo del 67% rispetto all'anno precedente. La società, controllata da Andrea Brunello e dalla Finpiave di Giuseppe Stefanel (quelli dei vestiti, per intenderci) ha effettuato alcuni licenziamenti. La mostra, dunque, è importante anche per il futuro dell'azienda. Al netto delle profezie Maya.
Emanuele Galesi

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Argomenti
mostrabrescia
Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...