Franco Nicoli Cristiani è uscito dal carcere di San Vittore venerdì attorno alle 13.30 dopo 86 giorni di cella.
L'ex vice presidente della Regione Lombardia è stato scarcerato dal gip su decisione del gip di Milano, Elisabetta Mejer, dopo il parere favorevole del pm milanese, Paolo Filippini, e dell’aggiunto, Alfredo Probledo. La sua posizione ora è quella di indagato a piede libero. Fuori di prigione dopo esservi entrato il 30 novembre scorso, prima a Verziano e poi in cella a Milano, è accusato di corruzione per una presunta tangente intascata da centomila euro.
Il suo legale PierGiorgio Vittorini ha chiarito che Nicoli Cristiani è stato scarcerato perchè «si è dimesso da tutte le cariche» ed ha reso nei giorni scorsi un interrogatorio davanti al pm nel corso del quale «si è difeso, fornendo tutti i chiarimenti opportuni». Il verbale dell’ interrogatorio è stato secretato.
Secondo gli inquirenti l’ex vicepresidente del Consiglio regionale avrebbe preso i soldi dalle mani del funzionario Arpa Giuseppe Rotondaro per conto dell’imprenditore Pier Luca Locatelli, per accelerare l’iter di trasformazione in discarica della cava cremonese di Cappella Cantone.
Nicoli Cristiani è stato scarcerato dopo che per quattro volte i giudici, prima quelli bresciani e poi quelli milanesi che hanno preso in mano per competenza l’inchiesta, avevano rigettato la richiesta di domiciliari presenta dal legale di Nicoli.
ULTERIORI PARTICOLARI SUL GIORNALE DI BRESCIA IN EDICOLA SABATO
Franco Nicoli Cristiani: arriva la scarcerazione
Franco Nicoli Cristiani è uscito dal carcere di San Vittore venerdì attorno alle 13.30 dopo 86 giorni di cella.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...


