Non bastassero l'Imu e l'aumento Irpef nella busta paga, le maggiorazioni su luce ed acqua e chissà cos'altro ancora, in vacanza è sempre la stessa parola che accompagna i viaggi dei bresciani: rincaro. Sulla benzina così come sui pedaggi autostradali, i fortunati vacanzieri sono costretti a fare i conti con i continui aumenti che prosciugano il portafoglio e spesso costringono gli italiani a rinunciare alle tanto agognate ferie.
Perché se è vero che il 30% della popolazione se ne starà a casa in agosto, una parte della motivazione va anche additata al costo del viaggio in auto, schizzato alle stelle negli ultimi due anni. Autostrade più care del 10%, benzina su di oltre il 30%: in due anni il costo del viaggio in automobile è cresciuto sensibilmente e incide non poco sul prezzo finale della vacanza.
Sembra minimo, ma l'aumento delle tariffe delle autostrade si può tastare con mano una volta arrivati a destinazione. Nel 2010 per percorrere un chilometro dei 6.600 che coprono la rete del nostro Paese (perlopiù curata da Autostrade per l'Italia, anche se i gestori sono 24 in totale) ci volevano dai 5 ai 7 centesimi di euro. Due anni dopo, adesso, il prezzo è salito dai 6 ai 9 centesimi. C'è una sola eccezione, il tratto Brescia-Piacenza, cresciuto complessivamente di solo 10 centesimi, ovvero un millesimo per chilometro.
L'aumento medio è del 10%, ovvero di un euro ogni 100 chilometri nelle destinazioni medio-corte, qualcosa di meno sul medio-lungo raggio. È curioso notare che, sulla stessa autostrada e con lo stesso gestore, il prezzo subisce modifiche sostanziose a seconda della tratta. Con Centro Padane, ad esempio, è inalterato rispetto al 2010 il pedaggio per Piacenza sulla A21, ma se si arriva fino a Torino il costo s'impenna: da 51 a 78 millesimi per chilometro. La A21 che porta nella città Antonelliana, tra le altre cose, è l'autostrada che ha subito il rincaro più sostanzioso: dai 13,9 euro di due anni fa ai 19,6 attuali, 5,7 euro di differenza e 23 millesimi di euro in più ogni chilometro.
Sulla Brescia-Torino, inoltre, è cambiato l'ordine dei prezzi tra le due scelte: nel 2010 la A4 costava 2,4 euro in più rispetto alla A21, per cui ora servono 20 centesimi in più. L'altra tratta che ha subito un forte rincaro è quella che collega Brescia a Firenze: 4,8 euro in più per 273 chilometri d'autostrada, che ora valgono 18 euro contro i 13 e poco più del 2010. Per chi ama «rotolare verso sud» c'è sempre la Salerno-Reggio Calabria gratis, ma la famigerata A3 mette sempre a repentaglio il sistema nervoso con le sue interminabili code. Quanto alla benzina, il paragone con il 2010 è improponibile. Già nell'estate di due anni fa pareva di pagare fin troppo per il pieno: 1,36 euro per un litro di «verde», 1,24 per il diesel. Ora, dopo gli 8-10 di centesimi di aumento nelle ultime tre settimane, il prezzo è nuovamente risalito, toccando 1,80 di media per la senza piombo e 1,71 per il gasolio.
Il rincaro supera il 30%, con il pieno di un'utilitaria che richiede 72 o 68 euro a seconda del carburante (contro 54 e 50). Si può sempre provare a risparmiare facendo rifornimento nel weekend sfruttando le varie offerte negli orari di chiusura: ad Eni ed Esso si sono accodate pure Ip e TotalErg. Ma lo sconto non va in viaggio: le compagnie, infatti, non fanno i saldi nelle aree di servizio autostradali.
Fabio Tonesi