Brescia e Hinterland

Calini-Primo maggio, festa di quanti lavoratori?

Il primo maggio è da oltre cent’anni la festa ufficiale di tutti i lavoratori. Tuttavia  quest’anno  , in questo  periodo  di crisi, si fatica a trovare un motivo per festeggiare. Sul territorio bresciano la Provincia ha reso noto che nel primo trimestre del 2012, 31.240 lavoratori si sono ritrovati improvvisamente privati del proprio impiego, oppure non riescono a trovarne uno.

 Il lavoro è un pilastro della nostra Repubblica democratica , sancito dall’articolo 4 della Costituzione “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.”. Leggendo tale articolo sullo sfondo della situazione attuale, si stenta a credere che questa sia  davvero la “nostra” Costituzione. I rappresentanti politici la stanno onorando, mettendo in atto ogni forma possibile di aiuto ad operai, agricoltori,  artigiani, piccoli e medi imprenditori che non sanno più a chi rivolgersi per essere ascoltati ed aiutati?  Il numero di disoccupati disperati e sommersi dalle nuove tasse che giungono al punto estremo di togliersi la vita, non vedendo altra via d’uscita è in preoccupante aumento; secondo Ignazio Marino, presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, si è raggiunto l’allarmante numero di 7 suicidi ogni 100mila abitanti.

Rileggiamo la Costituzione! Il lavoro è al primo posto e ciò significa che anche per noi deve essere il primo punto da cui ripartire, per uscire dalla profonda crisi in cui ci troviamo. Non si deve più indugiare. Assicurare il lavoro per vincere la crisi è indispensabile. Ogni sforzo deve essere in quella direzione. Gli euro ricavati dalla lotta all’evasione fiscale, dalla vendita dei beni sequestrati alla mafia, dagli indispensabili aumenti delle tasse e dai tagli necessari ai costi spropositati della politica,  dovranno servire in primo luogo a far ripartire l’economia ed il lavoro per tutti. Solo così operai, artigiani, imprenditori e politici potranno riconoscersi cittadini della stessa Repubblica e contribuire, ognuno con le proprie possibilità, ad assicurarne  l’esistenza ed a renderla stabile anche per le generazioni future.
Luca Bertoli  4C  

 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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