La disoccupazione in Italia è un problema sempre maggiore. A dircelo sono le numerose statistiche fatte redatte in questi anni sia per consuetudine, sia per controllare la crisi che, seppur presente da molto tempo, negli ultimi anni sta piegando il nostro paese così come l’eurozona nel suo complesso. Coloro che sono in cerca di lavoro sono il 9.3% una quota enormemente alta che segna un nuovo record dopo quello del 1992. Il paese è dunque in recessione non ci sono dubbi.
I casi più drammatici sono nel mezzogiorno in cui le giovani donne fra i 15 e i 24 anni sono le più afflitte in difficoltà . Emerge infatti che il 42 % di queste siano in cerca di lavoro, mentre in generale sul suolo italiano si può affermare che un giovane su tre sia disoccupato. La ricerca di lavoro diventa sempre più un traguardo irraggiungibile. I giovani non trovano occupazione determinando e si innescano cosi gravi squilibri economici e sociali. L’italiano medio infatti tende a lasciare ormai la casa paterna la famiglia d’origine cosi come a sposarsi o a convivere in età più avanzata rispetto a prima.
Gli ambiti toccati sono dunque tanti. Ma c’è di peggio. La banca d’Italia ha differenti opinioni fornisce dati differenti, affermando che il tasso di disoccupazione non sia del 9 % come precedente riferito dall’ISTAT ma che superi invece superiore addirittura all’11%. In ogni caso i dati sono molto negativi e su questo intervengono coi loro commenti molti politici. Dal Pd al Pdl alla Lega tutti sono concordi sulla sostanziale necessità di riforme che possano contrastare questi dati che vanno peggiorando senza fine negli ultimi trimestri e che sembra non abbiano mai fine. Ma la colpa è anche loro i quali proprio della classe politica peccano responsabile di trascurare non migliaia ma bensì milioni di disoccupati.
Gli ammortizzatori sociali, gli assegni statali e tutte le premure prese non sono sufficienti o sono mal utilizzate. Quello di cui si ha c’è bisogno è di un clima di innovazione di un economia attiva che permetta una maggiore richiesta e disponibilità di posti di lavoro. Solo così si potrà superare questo periodo nero della storia.
Stefano Re classe 4°C liceo CALINI
Tratto da GdB di Martedì 3 aprile 2012:”Disoccupazione, record senza freni”