Brescia e Hinterland

Biblioteche, stop all’acquisto di libri

Fondi bloccati per i nuovi volumi, in emeroteca azzerati gli abbonamenti alle riviste

Acquisire libri, conservarli, organizzare il servizio di prestito e consultazione. È sostanzialmente ciò per cui esistono le biblioteche, il loro scopo profondo. Quelle comunali, però, sono in crisi d’identità. Possono garantire i prestiti, cercano di fare il possibile per la conservazione e sono bloccate nella raccolta dei nuovi volumi. Il budget di spesa del 2013, già risicato, è infatti congelato fino all’approvazione del bilancio. In Loggia tutto è rimandato a dopo le elezioni, anche perché bisognerà aggiustare i capitoli di spesa in funzione di quei 31 milioni che mancano.

Quindi, da gennaio la Queriniana non può comprare libri. Lo stesso vale per le otto biblioteche decentrate, per quella del Museo di Scienze naturali o per il reparto di storia dell’arte. I 70.200 euro del budget 2013 sono una previsione, la conferma della cifra arriverà solo una volta chiusi i conti.

Già così la situazione si presenta grigia, ma il problema è che i fondi previsti sono comunque deficitari rispetto alle esigenze storiche del sistema bibliotecario. C’è la crisi, certo, e c’è l’erosione delle possibilità di spesa della Loggia. In tempi normali, prima dell’emergenza economica, il settore era alimentato da circa 200mila euro annui. Non solo, dai 70mila euro andrebbero in realtà esclusi i 50mila euro spesi l’anno scorso per libri e riviste del Museo di Scienze naturali, confluito ora nel bilancio complessivo delle biblioteche. In sintesi, si gestiscono più servizi con meno risorse. Per il momento, comunque, solo teoriche.

Le ristrettezze di fondi si trascinano almeno dall’anno scorso, quando la Queriniana ha potuto permettersi il lusso di acquistare volumi per circa diecimila euro solo grazie ai risparmi negli abbonamenti alle riviste. Quest’anno la biblioteca centrale potrebbe accedere a 26mila euro, ma deve aspettare il via libera dal Comune. Lo stesso vale per i 35mila euro suddivisi tra le sedi decentrate e per i fondi destinati a emeroteca e mediateca.

Questi ultimi servizi, in particolare, rappresentano due tasti dolenti. La mediateca di fatto non acquista nuovi cd o dvd da due anni e funziona solo grazie al materiale raccolto in precedenza. L’emeroteca, poi, è ridotta al minimo. I giornali stranieri sono stati cancellati, sul cartello all’ingresso la voce è stata coperta con una striscia di scotch marrone da pacco, mentre dei nazionali sono rimasti Giornale di Brescia, Bresciaoggi, Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport, Sole 24 Ore, la Repubblica, il Manifesto, La Stampa, Libero, Il Fatto, L’Unità, Il Giornale e La Padania.

Il guaio peggiore è capitato nella sezione riviste. I numeri consultabili risalgono al 2012 perché i circa 500 abbonamenti sono stati azzerati. La sala di consultazione rimarrà dunque vuota e rischia lo smantellamento. Il servizio sarà attivo solo per la consultazione d’archivio, con ogni probabilità in una sede più piccola.

Si è interrotta anche la digitalizzazione di materiali storici, mentre la conservazione dei libri è di fatto in pericolo. La rilegatura e il restauro dei circa 700mila volumi che compongono il patrimonio cittadino sono infatti previsti solo in casi di emergenza. Operazioni più semplici, come la spolveratura dei tomi, per ora non sono messe in calendario. In questa situazione, il prossimo bilancio è guardato con un misto di attesa e preoccupazione. I soldi sono pochini, ma non si può nemmeno escludere che nella realtà siano ancora meno.

Emanuele Galesi

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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