Brescia e Hinterland

Aria gelida dall’Artico: una primavera invernale

Venerdì le temperature più basse degli ultimi sessant’anni Da martedì arriva una nuova ondata di perturbazioni

Se siete stanchi di una primavera incapace di spiccare il volo, rassegnatevi. Il decollo è rimandato a data da destinarsi. L’aria fredda di origine artica, ampiamente annunciata dai meteorologi, è puntualmente arrivata nella giornata di venerdì, portando la neve a quote insolitamente basse per il periodo: i fiocchi sono scesi fin verso i 1.000 metri, regalando scenari tutt’altro che primaverili sulle nostre Prealpi, e in provincia di Parma la neve ha fatto la sua comparsa perfino a 600 metri sul livello del mare. Per quanto riguarda le temperature, i valori di venerdì sono stati da record. La massima rilevata a Ghedi, pari a 10,5°C, per quanto riguarda la seconda metà di maggio è la più bassa dell’intera serie storica (1951-2013).

I valori minimi, per via della persistente copertura nuvolosa, non hanno invece raggiunto livelli record: restano dunque imbattuti i +4,5°C del 30 maggio 1984. Se prendiamo in considerazione la temperatura media dell’intero mese, scopriamo che per trovare un maggio più fresco dobbiamo risalire al 1991.

E dopo i record di freddo, è ormai a portata di mano anche quello relativo alla pioggia. Il mese di maggio più piovoso degli ultimi sessant’anni, secondo i dati di Ghedi, è stato quello del 1984, con un totale di 209,8 millimetri: venerdì eravamo a quota 207,5 e con la pioggia caduta ieri abbiamo sicuramente stabilito un nuovo primato, che verrà ufficializzato in queste ore.

In città invece siamo fermi a poco più di 200 millimetri, mentre nel maggio 2010 il totale mensile arrivò a 250, a dimostrazione del fatto che una provincia grande come la nostra non ammette generalizzazioni.

In ogni caso non è finita qui. Finché l’anticiclone delle Azzorre, grande assente delle ultime settimane, non riuscirà ad espandersi nella zona del Mediterraneo, dimentichiamo di parlare di tempo stabile.

Se diamo uno sguardo ai prossimi giorni, tra martedì e mercoledì, tanto per cambiare, arriverà l’ennesima perturbazione di origine atlantica, che bagnerà città e provincia, riportando la neve oltre i 1.800 metri di quota, e le temperature, pur aumentando di qualche grado, continueranno a rimanere ben al di sotto della media. Guardando più in là, qualcuno ha già annunciato un’estate di fuoco, con ondate di caldo a ripetizione fin dai primi di giugno, mentre altri sono convinti che la prossima stagione sarà instabile e fresca come non si vedeva da tempo. È il solito copione, che si ripete ogni anno. La realtà è che le previsioni a lunghissima scadenza sono ancora un campo sperimentale, dai risultati molto incerti, per cui possiamo solo attendere. Il dato di fatto, su cui vale la pena riflettere, è il brusco cambio di rotta di un mese che sempre più spesso, nel recente passato, ci aveva regalato i primi caldi estivi, mentre stavolta ha mostrato il suo volto più fresco e instabile.

Dai 35°C del 2009 al freddo di questi giorni, negli ultimi anni il mese di maggio si è fatto notare le sue pazzie meteorologiche. Vedremo se giugno sarà più equilibrato.

Riccardo Paroni

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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