Lettere al direttore

Commercio: il lungo calvario di corso Magenta

Sono passati molti anni da quando scrissi una lettera denunciando l’accanimento dell’Amministrazione di allora nel massacrare e mortificare le attività commerciali di Corso Magenta con scelte prive di fondamento (tre asfaltature in tre anni). La lettera fu proprio pubblicata con il titolo «il calvario di Corso Magenta». Sono l’amministratore della libreria Libraccio e, da allora, sono cambiate le amministrazioni comunali ma non sono cambiate le abitudini. Fra lavori per il teleriscaldamento, lavori per la fognatura, sistemazione dei «Sanpietrini» (che continuano a trovarsi vaganti per la via), lavori elettrici, idraulici, spostamenti di aree carico/scarico, spostamenti di divieti e di fermate Autobus, i disagi si sono susseguiti con una costanza disarmante. L’ultimo in ordine cronologico a luglio 2012 con un mese di chiusura totale della via, aprendo il cantiere proprio davanti al nostro ingresso. Pensavamo di aver subito abbastanza, invece, oggi si prospetta una nuova Odissea: chiusura da giugno a settembre di corso Magenta e via Crispi per il rifacimento dell’impianto del teleriscaldamento. Potrei riempirla di dati certificati scrivendole che il «Rapporto studio editoria» sancisce che il 37% della popolazione non ha letto un libro nei 12 mesi precedenti all’intervista campione, che in Italia nel 2004 erano rimaste meno di 2.000 librerie per circa 6.000 Comuni e che solo il 17,4% delle persone che aveva comprato un libro lo aveva fatto in libreria. Tutti dati che segnalano una difficoltà che va oltre alla crisi che già ci impone sacrifici enormi. In realtà, al contrario, Le parlo di un’azienda che ha investito nel rilancio (abbiamo appena ristrutturato i locali) puntando a rimanere nella città e non emigrando in centri commerciali più appetibili; un’azienda in cui transitano circa 65.000 persone all’anno e che, di queste, ben il 50% viene in libreria proprio fra giugno e settembre. Il mese di luglio 2012 come le ho scritto, con la chiusura della strada, lo abbiamo accusato pesantemente e non vogliamo nemmeno pensare che devastazione potrebbe essere il 2013 con la possibilità della chiusura che ci viene prospettata. Noi non ce la facciamo più. Non esiste che un’amministrazione comunale non si prodighi per tutelare le attività commerciali della sua città. Posso comprendere che la riparazione del teleriscaldamento, se effettivamente sia da riparare, colpisca un interesse generale diffuso, ma non si può perseguirlo incondizionatamente passando sopra e distruggendo tutto il resto. Se il lavoro è indispensabile lo si faccia, ma vogliamo che l’amministrazione investa, sì investa ha capito bene! Investire appaltando il non rimandabile lavoro ad una ditta che si impegni a lavorare 24 ore su 24 e finisca il lavoro in massimo una, due settimane o pagherà i danni causati dal ritardo facilmente quantificabili. Questo si può fare, ne siamo certi. Così come riuscimmo a far terminare in 10 giorni i lavori che dovevano durare due mesi scrivendo sdegnati di un cantiere abbandonato dove gli operatori lavoravano mediamente 3 ore al giorno e che, dopo l'intervento dell’allora sindaco, magicamente in dieci giorni riuscimmo a riaprire la strada: più di un mese prima di quanto scritto. Un impegno chiaro, preciso e finalizzato alla tutela delle attività di corso Magenta (che non ho dubbi siano in ginocchio) o di qualsiasi altra via sottoposta a tali trattamenti. In ogni caso, lo scriviamo pubblicamente, non saremo più disposti a subire in silenzio. Dopo questa lettera, ultima spiaggia, se non avremo questa garanzia ci affideremo ad un legale per quantificare i danni per la gestione dei lavori pubblici in questa via che ci danneggia concretamente e cercheremo in ogni modo di tutelarci.

Diego Liserani
Brescia
 

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