Si chiude con un ritorno all’utile il primo trimestre 2013 di Ubi Banca, anche se il risultato resta lontano da quello degli anni migliori e dei primi tre mesi dello scorso anno.
La trimestrale, la prima approvata dal nuovo Consiglio di gestione guidato da Franco Polotti (prossimo a lasciare la presidenza del Banco di Brescia; al suo posto dovrebbe arrivare Costantino Vitali), vede un guadagno netto di 26,5 milioni (140 milioni la perdita nel quarto trimestre 2012, mentre nei primi tre mesi dello scorso anno si era registrato un utile di 105,4 milioni).
I proventi operativi sono stati pari a 799,8 milioni (933,8 un anno fa), in calo - come spiega una nota del gruppo - a causa della contrazione dei tassi di riferimento e della debole domanda di credito. Il margine di interesse è stato di 417,2 milioni, le commissioni nette risultano di 304,8 milioni. Sono calati ulteriormente gli oneri operativi, fermi a 538,3 milioni (-8,1% sull’anno scorso). Il risparmio è dovuto anche alla riduzione del personale: da 19.087 dipendenti di fine 2012 si è passati a 18.503. Sostanzialmente stabili rispetto a fine 2012 gli impieghi alla clientela, pari a 92,3 miliardi (-5% anno su anno). Ma nel corso del 2013, secondo Massiah, ci saranno le condizioni per una crescita dei prestiti. Lo stock di crediti deteriorati netti è di 8,5 miliardi, rispetto agli 8,1 del 31 dicembre 2012. Nel periodo gennaio-marzo 2013, le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti sono salite a 157,7 milioni (131,2 un anno fa), definendo un costo del credito dello 0,68% sul totale degli impieghi (0,54% nel primo trimestre 2012). Ubi, come ha confermato ieri il consigliere delegato Victor Massiah, è tra le banche creditrici del colosso spagnolo dell’ittica Pescanova, commissariata lo scorso aprile dalla Consob spagnola. La banca è esposta per 127 milioni, ma solo 40 sarebbero direttamente riferibili alla capogruppo Pescanova. Ubi ha comunque accantonato già undici milioni nel corso del trimestre. «Dobbiamo capire che cosa sta succedendo e come funziona la legislazione spagnola» ha detto Massiah.
Tornando ai conti trimestrali, la raccolta diretta è stata di 98,7 miliardi (99,4 a marzo 2012), mentre l’indiretta si è fermata a 68,9 miliardi.
Ubi Banca conferma la propria solidità patrimoniale: il Core Tier 1 è al 10,5% (da 10,29% di fine 2012). Il patrimonio netto consolidato si attesta a 9,692 miliardi. La banca, ha precisato Massiah, non ha comunque bisogno di ulteriore capitale e si prepara quindi a rimborsare il bond convertibile da 640 milioni in scadenza a luglio.
In questi giorni, il Consiglio di gestione e il Consiglio di sorveglianza, presieduto da Andrea Moltrasio, hanno accertato il possesso dei requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza dei componenti nominati o eletti dall’assemblea dello scorso 20 aprile. Questo significa che non corre nessun rischio il consigliere di Sorveglianza Dorino Mario Agliardi. Nelle scorse settimane, era stato creato un caso intorno alla condanna di Agliardi per bancarotta fraudolenta nel 2008. Ma i legali del consigliere avevano successivamente precisato che Agliardi era stato definitivamente assolto a Venezia nel marzo scorso. Buono l’andamento del titolo Ubi ieri in Borsa: +1,9% a fine giornata.
Guido Lombardi
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