economia
+13 min. +16 max
+13°C
+16°C

il nuovo caso

Tassa telefonini, chi ha ragione?

Stampa l'articolo
brescia_557
La tcg è di 5,16
al mese
per i privati
Ore: 14:54 | venerdì, 20 gennaio 2012

Due sezioni distinte, anche se della stessa commissione, sono state chiamate a esprimersi sulla questione relativa al pagamento della tassa di concessione governativa sui telefoni cellulari. Ebbene, ognuna di loro ha espresso giudizi diversi.

A fine anno, la seconda sezione della Commissione tributaria provinciale di Brescia ha accolto il ricorso presentato da cinque Comuni della nostra provincia in merito al pagamento, da loro giudicato «indebito», della tassa sui telefoni (tcg). In questo caso, i giudici tributari hanno infatti definito che la tcg «non è più dovuta». Ma a distanza di un mese, seppur la data del pronunciamento sia quasi la stessa, la prima sezione della Commissione tributaria di Brescia ha invece ribaltato la sentenza ai danni di un'altra amministrazione comunale che come le cinque precedenti aveva rivendicato il versamento illegittimo della tassa di concessione governativa sui cellulari utilizzati dai suoi funzionari.

Quale delle due sezioni ha ragione? Questo lo deciderà la Commissione tributaria regionale se, come auspichiamo, una delle parti in causa (nel primo caso, l'Agenzia Entrate, nel secondo, l'Amministrazione comunale) ricorrerà in appello.

Nel frattempo, gli esperti e le associazioni dei consumatori che fanno leva sulle precedenti sentenze promulgate da altre commissioni tributarie d'Italia a favore della sospensione della tassa sui telefonini (5,16 euro al mese per i privati cittadini e di 12,91 euro se il cellulare è usato per «affari»), consigliano a tutti coloro che intendessero chiedere il rimborso della tcg (siano essi enti pubblici o soggetti privati) di presentare istanza (non esiste un modulo prestampato o predefinito) all'Agenzia delle Entrate con allegate le copie delle bollette pagate negli ultimi due anni. Se dopo novanta giorni, infatti, l'Agenzia delle Entrate non si sarà fatta sentire con una comunicazione scritta, si potrà impugnare il suo «silenzio-rifiuto» e in questo modo ci saranno a disposizione dieci anni di tempo (prescrizione ordinaria) per vedere «come butta».

Inutile dunque perdere tempo con i call center delle diverse compagnie telefoniche che sulla questione della tcg - come hanno testimoniato molti lettori - non lasciano adito a interpretazioni: «Va pagata». Prima di corrodersi il fegato e inveire contro di loro, a questo punto, meglio aspettare il giudizio della commissione tributaria regionale.

Erminio Bissolotti
e.bissolotti@giornaledibrescia.it

Giornale di Brescia su