Potrebbe esser fantascienza. E un po’ lo è. Almeno lo era fino a qualche tempo fa. Non secoli: diciamo due-tre anni. Erano occhiali che si eran visti nelle multisale, Matrix per fare l’esempio più noto. Roba da super-caccia, da battaglie nei cieli sul deserto. E questo era già più credibile.
Come accade spesso,le innovazioni passano dalla Difesa (o dall’Attacco). Anche in questo caso. Il pilota combattente in cielo ha bisogno di avere vista ampia. Staccare gli occhi dallo scenario celeste per guardare e controllare i quadri di comando è rischioso. Da qui l’idea: far passare sulle lenti degli occhiali del pilota le informazioni utili: lui guarda il cielo, scruta gli avversari e intanto gli indicatori gli passano sulle lenti. Fine del film. In realtà, come detto, questi occhiali
da tempo esistono nella realtà. Si trattava (si tratta) di trovare tecnologie in grado di farne pezzi a prezzi, diciamo così, accessibili. Google ci sta provando e sul mercato ha messo questo oggetto che inevitabilmente sta diventando un must.
Adesso ci prova anche la High Glasses, società a capitale veneto-bresciano, e che martedì, al Csmt, ha presentato quel che è ben più che un progetto. In Fiera ad Hannover, il prototipo della High Glasses è stato una delle attrazioni. Al Csmt, la storia e le prospettive di questa aziende le ha raccontate Giovanni Tregnaghi, un fisico bresciano progettista di sistemi ottici, della società che sta sviluppando il prodotto che verrà concretamente realizzato dalla bresciana Univet, azienda già attiva nella produzione di apparecchi ottici.
Ma, al di là ed oltre le opzioni militari, a cosa mai può servire un paio di occhiali di questo tipo? Ecco: questa è la domanda
vera. Nel senso che qui sta ilvero business:le applicazioni.
Perchè - e ci sia concessa una ulteriore digressione - questo è il punto: belli e curiosi, il possibile must di una stagione, ma poi c’è sostanza? Servono? Serviranno? Vediamo.
A cosa possono servire: per leggere le mail, per verificare
l’andamento del vostro titolo preferito in Borsa, controllare gli appuntamenti, sapere se scatta l’allarme di casa. Ma anche ed ancora: andate in un museo e sulla lente vi passa la "didascalia" dei vari quadri; passeggiate per una città forestiera e vi passano davanti le indicazioni stradali, oppure - caso di applicazione professionale-: un chirurgo può operare e ha davanti agli occhi gli indicatori vitali del paziente senza distrarsi per guardare un monitor. Si cercano suggerimenti.
Proposta dalla sala del Csmt: far passare sulle lenti le istruzioni d’uso per montare qualcosa o per sistemare un motore:mani libere e guida all’uso.
E si potrebbe andare avanti. Il mercato prossimo venturo dirà se, quel che si annuncia essere un nuovo possibile oggetto cui non si potrà fare a meno, avrà successo. Giovanni Tregnaghi e soci per ora ci credono. Sono due anni che lavorano al progetto. A fine anno la produzione. Attendono qualche indicazione dalla prossima fiera (udite udite) della Realtà Aumentata di Santa Clara, in California. Ma intanto sono partiti. Il prezzo di lancio è da decidere. Ma sarà attorno ai 300 euro. Buona visione.
Gianni Bonfadini



