Piazza Vittoria, tra storia urbanistica della città e recenti polemiche sulla ricollocazione del «Bigio», sarà al centro di una puntata del nuovo programma di Rai Storia «Ram» (Ricordi Archivio Memoria), che andrà in onda a partire da prima dell’estate.
Martedì le telecamere della Rai sono arrivate in città, dove il regista Massimo Sangermano ha seguito il soprintendente ai beni architettonici Andrea Alberti in un itinerario storico-artistico tra il Museo di Santa Giulia e la piazza disegnata da Piacentini e inaugurata nel 1932 alla presenza di Mussolini. All’interno della puntata avrà spazio anche la polemica sul «Bigio», con interviste ai rappresentati dell’Anpi di Brescia. Proprio la risonanza mediatica della vicenda della statua «L’Era Fascista» di Arturo Dazzi (ne ha parlato anche il britannico Guardian) e l’ipotesi della sua ricollocazione in piazza hanno incuriosito gli ideatori del programma, Giuseppe Giannotti e Davide Savelli. «La vicenda del "Bigio" è l’aggancio di cronaca da cui prendiamo il via per ripercorrere la storia urbanistica di un’importante porzione del centro storico di Brescia - spiega il regista Massimo Sangermano -. Dal museo di Santa Giulia partiamo per raccontare della città medievale, per arrivare poi in piazza Vittoria e ricostruire la vicenda dello sventramento e della ricostruzione negli anni Trenta, anche con fotografie d’epoca dell’archivio dei Musei».
Nei cinquanta minuti della puntata bresciana «girati con un taglio da magazine» ci sarà spazio anche per la storia degli ultimi mesi: non solo le polemiche sulla statua (che per ora resta nel magazzino comunale, mentre il basamento già predisposto in piazza attende coperto da un telo), ma anche la recentissima inaugurazione della metropolitana, ultimo tassello di una storia secolare di modifiche urbanistiche.
Sotto il sole obliquo del pomeriggio, le telecamere di Rai Storia seguono il soprintendente Alberti mentre emerge dal sottosuolo per godersi il colpo d’occhio che l’architettura metafisica di Piacentini offre a chi esce dal metrò. Peccato per quella telecamera di sorveglianza sospesa proprio in cima alla scala mobile: «Lì non va proprio, deve essere spostata» commenta Alberti, prima di far rifare la ripresa. L’occhio di Rai Storia gira attorno alla piazza, poi si sposta per riprendere l’affresco di Lattanzio Gambara sull’unico muro superstite dell’antico quartiere delle Pescherie, ora incastonato nel fianco del palazzo delle Poste. Un frammento di passato che Rai Storia racconterà assieme alla storia della città.
Giovanna Capretti



