Una mostra a Colonia, finanziata dall'associazione regionale della Renania; in esposizione le opere di cinque ragazzi europei e tra loro anche un bresciano.
The Pubists, questo il nome del collettivo artistico costituitosi all'interno dell'università del Middlesex di Londra, conta un tedesco, due inglesi, una danese e un italiano appunto, Dante Villa.
L'esposizione, organizzata negli spazi della Halle der vollständigen Wahrheit, avrà luogo dal 25 maggio al 9 giugno – anticipata da un vernissage il 24 maggio dalle 19 - e avrà come tema l'ipnosi e i cosiddetti “binaural beats”, suoni apparenti generati dal cervello come conseguenza a determinati stimoli e che, si dice, possano indurre a stati di rilassamento, meditazione e creatività.
Attraverso diverse tecniche e stili che vanno dal disegno alla performance, dall'installazione fino alle interazioni dirette con il pubblico, gli artisti cercheranno di confondere i fruitori, mettendo in discussione i canoni dell'arte contemporanea e delle mostre ad essa dedicate. Spesso artisti e galleristi si prendono troppo sul serio, mentre in questo caso il senso di normalità ed ovvietà sarà portato all'esagerazione per poi essere improvvisamente soppiantato da momenti di puro non-sense. Un discorso che il collettivo porta avanti dalla sua fondazione nel 2009.
Dante Villa, classe 1987, dopo il diploma al liceo artistico Foppa ha proseguito il suo apprendimento a Londra, alla Middlesex University, dove è venuto in contatto con gli altri ragazzi che con lui formano il gruppo The Pubists. Nelle sue creazioni, principalmente disegni, è da sempre interessato ad indagare il processo artistico inteso come atto ritualistico, quasi divinatorio. In questa esposizione, dal titolo “Rise of the Pubists” porterà alcune opere realizzate a seguito di un lungo soggiorno in Sud America, dove ha trovato ispirazione nelle leggende degli indio e nell'influenza che queste hanno sul modo di vivere la spiritualità e il rapporto con la natura, ma anche sulle forme di comunicazione con il divino.
Durante lo stesso viaggio iniziato poco più di 6 mesi fa a Bogotà – dove un altro bresciano l'ha aiutato ad intraprendere il percorso alla scoperta delle comunità dell'Amazzonia, indigene e non – ha inoltre appreso, tramite l'esperienza diretta, alcune tecniche di artigianato, di medicina naturale e sciamanica e di sfruttamento delle piante.
Insegnamenti che hanno rappresentato una crescita personale e artistica e che, nella mostra di Colonia, verrano messi a frutto per la prima volta.
Laura Coccoli
Dante Villa, un bresciano espone a Colonia
Cinque ragazzi europei espongono le loro opere a Colonia, tra questi anche il bresciano Dante Villa.
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