Benvenuti al circo della musica. Benvenuti nell'irreale mondo illuminato da maghi e storie fantastiche. Benvenuti, signore e signori, nel magico universo di Vinicio.
Per quanto l'originalità dello spettacolo non abbia portato nuovi effetti rispetto al precedente tour, Vinicio Capossela, in scena lunedì sera in piazza della Loggia davanti a quasi tremila spettatori, ha trascinato il pubblico verso una lunga favola di canzoni, battute, travestimenti.
Un trionfo, quello del musicista irpino, costruito progressivamente in vent'anni di carriera, e che ha trovato nel «Solo Show Tour 2010» la massima espressione che unisce la produzione artistica, davvero di alto livello, alla voglia di sperimentare sonorità nuove, senza distaccarsi dalla teatralità che è la cifra stilistica di Vinicio e ne fa un artista completo. I suoi pezzi sono sfrenati, pieni di slancio, paradossali. Canzoni nate per comunicare, commuovere, far sognare. Brani di cui si intuiscono i contenuti senza talvolta comprenderne il pieno significato.
L'atmosfera dello spettacolo è quella circense, con il mago Christopher Wonder a fare da apripista al concerto, con giochetti e piccole magie. Sullo sfondo, bandierine colorate, piccole luci, e locandine del circo. Poi, eccolo Capossela, vestito di nero con il cilindro in testa, che attacca con «Il gigante e il mago».
«Noi questa sera partiremo dal basso - annuncia Vinicio - perché siamo già stati cacciati dal paradiso. Inoltre, stiamo vivendo il punto più basso della Nazione e della... nazionale». Lo show prosegue con «Dalla parte di Spessotto», altro pezzo storico, che precede il meglio di venti anni di carriera del cantautore, sciorinate in due ore di musica di grande impatto nel cuore della città. «Marajà», «Non è l'amore che va via», «Ultimo amore», «Che coss'è l'amor», «Con una rosa», sono brani di una visionarietà poetica finissima.
Il pubblico applaude, ormai lo conosce da diversi anni. La sua non è una voce incantevole, ma incanta tutto il resto: la capacità di dialogare con la gente, di improvvisare battute, di cambiare maschera e atmosfera sul palco. Un crescendo fino al finale, decisamente esplosivo, con i fans che aspettano solo un cenno dall'estroso artista, che arriva puntuale, per buttarsi sotto il palco e condividere il sudore negli ultimi istanti live. «Ovunque proteggi», e la forza di «Brucia Troia» incendiano la platea festante. Un inno all'amore e alla lotta. Vinicio trionfa, e invita la gente a «lasciare le lacrime sul cuscino» e a «incontrare la vita». L'ennesima trovata, questa volta per nulla visionaria, del trascinatore. Cala il sipario del circo, buonanotte... sognatori.
Capossela, alchimista di suoni e magia
Benvenuti al circo della musica. Benvenuti nell'irreale mondo illuminato da maghi e storie fantastiche. Benvenuti, signore e signori, nel magico universo di Vinicio. Per quanto l'originalità dello spettacolo non abbia portato nuovi effetti rispetto al precedente tour, Vinicio Capossela, in scena lunedì sera in piazza della Loggia davanti a quasi tremila spettatori, ha trascinato il pubblico verso una lunga favola di canzoni, battute, travestimenti.

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