Il lago s'intravede oltre il giardino fiorito e la statale ormai «ex» dopo l'apertura della superstrada. Ma i doni del Sebino, a cominciare dal pesce - dal persico all'agone e alla trota - ritornano nel piatto di questo ristorante d'albergo dall'approccio famigliare pur se inserito in un hotel di charme con tanto di area wellness. Un ristorante che è piacevole frequentare, anche se non ci si può regalare il pieno relax d'un soggiorno, proprio perché appare compiutamente permeato d'una filosofia del benessere e del buon vivere che ha nella cucina un elemento non trascurabile e, anzi, assolutamente essenziale. Lo sforzo evidente - spesso coronato dalla riuscita - è infatti di unire le esigenze d'una alimentazione sana e leggera con quelle del gusto e della valorizzazione dei prodotti del territorio, dal pescato quotidiano ai formaggi, dalle carni alle verdure. Una piccola sfida che può giovarsi in particolare dello straordinario apporto dell'olio prodotto in quest'area, un condimento leggero eppure sapido, senza note esorbitanti di frutto, ed anzi elegantemente neutro così da risultare perfetto e senza contrappunti fuorvianti anche nell'accompagnamento d'una verdura fragrante o d'un pesce a vapore dalla timida personalità. Abbiamo così apprezzato il mix d'antipasto del lago - con il classicissimo agone essiccato sul crostone di pane, il persico appena scottato e marinato e, in luogo dell'annunciata trota, un ottimo salmone (peraltro frutto con ogni evidenza di altre acque) - seguito da gustosi tagliolini con puntarelle e carciofi all'olio Sebino e dalla delicatezza coinvolgente del fagottino di persico al Franciacorta. Tutto più che buono per un conto equo sui 40/45 euro. Peccato solo per un ormai desueto coperto di 3 euro, che forse pagava una scelta di pani certo varia (alle cipolle, ai salumi e alle spezie) dove però curiosamente mancava il sempre necessario pane bianco.