La primavera chiama alle gite, alle scampagnate ed agli itinerari alla scoperta d'ogni angolo di provincia. E la Franciacorta risponde. Lo fa non solo vestendo la sua livrea più verde, ma pure aprendo cantine e borghi: sarà così il 7 ed 8 maggio con Franciacortando (info www.stradadelfranciacorta.it). Seguendo quest'onda oggi facciamo da apripista e torniamo in questo accogliente cascinale, ristrutturato con perizia e vestito con gusto (salone con soffitto a volta in pietra, cotto e tappeti, arredo rustico-elegante). Qui infatti da dieci anni si propone una moderna interpretazione della cucina tradizionale, attenta alla digeribilità così come al sapore, e con un legame appassionato e concreto, seppur non esclusivo, col territorio. Una cucina che abbiamo visto crescere ad ogni visita, superando via via le iniziali incertezze grazie ad un cammino graduale ma continuo sulla strada della qualità, nonché a uno sforzo teso a migliorare passo passo - con interventi talvolta minimi ma assolutamente mirati - i piatti di sempre, piuttosto che a stupire la clientela con scelte più dichiaratamente creative. Una strada certo non facile, non sempre coronata da successo, ma che, ad esempio, ci ha pienamente convinto in tante proposte: dall'antipasto di pesci d'acqua dolce (materia prima bresciana della San Fiorino di Borno) con tre diverse preparazioni di trota, luccio e salmerino, ai tagliolini allo scorfano profumati agli agrumi, dalla costoletta di vitello alle erbe aromatiche alla coda di rospo in brodetto di pomodoro e menta. Qualche perplessità ci hanno lasciato solo le tagliatelle allo zafferano con le zucchine, i loro fiori e Bagoss, dove il formaggio finiva un po' per coprire gli altri sapori. Ampia la scelta dei dessert e una variegata politica di prezzi: a pranzo in settimana c'è infatti anche un menù di lavoro da 15 a 25 , mentre per una cena completa occorre mettere in conto 50 .