Difficile godersi una tavola di qualità durante il Vinitaly. Perle serate della fiera infatti produttori, cantine, importatori e commercianti di vino hanno prenotato tutte le tavole «stellate» o anche solamente ben segnalate dalle guide gastronomiche nel raggio di 50/60 chilometri, ovvero da Brescia a Padova, da Modena a Trento. Pertanto, o siete nel ristretto numero degli invitati allecenecondegustazione,oppure dovrete contendervi i posti rimasti nella città scaligera non solo con i visitatori della rassegnamapureconle prime schiere già folte di turisti. Veroè che -dopoun’intera giornata tra gli stand, con assaggi ripetuti di vino e bocconi più o meno deliziosi rubati qua e là alle più svariate ospitality (spesso gestite da chef di rango) - l’unico indirizzo veramente consigliabile è quello d’una camera d’albergo peruna salutare dormita. Per chi però non fosse del tutto «cotto», val certamente la pena far tappa, anche solo per uno spuntino in un locale dall’atmosfera unica, in un ambiente davvero storico qual è la Bottega del vino che alza la sua insegna in un vicolo della centrale via Mazzini a due passi dalla movimentata piazza delle Erbe. Cinquesecoli d’attività alle spalle,piatti diimmutataancorchè ripetitivacucinatradizionale (dalla pastesada de caval, ai bigoli con le acciughe, al saor, dal buonissimo risotto all’Amarone al banalebaccalàmantecato)vengonoinfatti serviti in un ambiente informale, semplice eppure carico di memoria. Riaperta da poco più d’un mese dopo una interruzione che aveva fatto temere la fine di un mito, la Bottega ha già riacquistato ilsuo posto e lasuaclientela assai varia, di veronesi e turisti.Giacché se vi coglie improvviso lo sfizio d’un «goccetto», a qualsiasi ora del giorno e della sera, qui - insieme a salumi, formaggioeottimagiardiniera - avete l’offerta dialmeno40vini in mescitaa bicchiere con un costo da 1 a 12 euro.