Restiamo in Franciacorta anche questa settimana. E non solo perchè nel week end ci sarà «Franciacortando», accattivante occasione per andare a scoprire un lembo di provincia che i bresciani conoscono forse meno dei forestieri. Lo facciamo anche perchè da alcune settimane è mutata la gestione di questo locale, ospitato in un antico complesso che riunisce un'austera casa padronale (dov'è il ristorante e dove non mancano spazi pure per i banchetti) e le attigue cascine. Inoltre va detto che il cambio ai fornelli è solo l'aspetto più evidente del progetto di più ampio respiro della nuova proprietà che dovrebbe portare presto alla realizzazione di alcune camere di pregio. Nell'attesa è già comunque gratificante la proposta gastronomica che, pur evidenziando qualche sbavatura - che il rodaggio correggerà - promette davvero bene. Emerge infatti con forza da ogni menù l'idea guida che, spesso utilizzando le materie prime del territorio e recuperando più d'un elemento di tradizione, vuole offrire piatti pienamente moderni, nuovi, colorati e gustosi. Semmai, almeno in questa prima fase, sembra ancora mancare la misura che, forse, solo il tempo può dare; accade così che talvolta un tocco originale in più rischia magari di segnare oltremisura una preparazione (così ci è parso ad esempio per l'ombrina in finissimo «carpaccio» con ceci e polpo croccante che era sovrastata da un'emulsione al rosmarino). Già ben equilibrata, invece, la composizione di asparagi, spugnole e Bagoss, così come i ravioli con le erbe di stagione conditi da un ragù di coniglio o la sella d'agnello farcita e servita col cipollotto cotto nella cenere. Conto sui 65 , ma a pranzo in settimana si può spendere meno, mentre abbondano le promozioni: per Franciacortando ad esempio c'è a 55 un menù vini compresi e dall'8 al 22 maggio le mamme non pagano (basta siano accompagnate da tre famigliari).