Cosa c'è di meglio, in queste prime calde giornate d'incipiente estate, d'una tavola semplice ma affidabile all'aperto? Niente, verrebbe da dire, soprattutto se al piacere del palato e dell'ambiente si unisce il romantico orizzonte del lago, quell'ansa meridionale del Benaco tra Manerba e Salò, dove il sole va a morire tra i seni valsabbini. Ebbene, quest'indirizzo vanta proprio tutti questi elementi e, dunque, propone pranzi e cene assai piacevoli all'ombra d'un pergolato o d'un gazebo. Anche a maggio il giorno è già caldo, pur se l'ultimo alito del Suér lo rinfresca, mentre la sera è lunga, dolcissima, tutta da vivere lasciandosi tentare da una cucina d'impronta saldamente tradizionale, diresti quasi «di casa» per la semplicità di molte preparazioni locali (non perdetevi in queste settimane le sardine del lago grigliate e lasciate poi a marinare in una concia verde tipicamente gardesana), se non fosse per un menù di respiro decisamente più ampio (ottime, ad esempio, le fresche crudità di mare atlantiche). Sarà perché dei prodotti «internazionali», pur di alta qualità, sono ricchi i menù di molti, forse troppi ristoranti, nelle nostre ultime visite «Da Vittorio» abbiamo preferito muoverci tra le proposte realizzate con i prodotti della zona. E ne siamo rimasti soddisfatti Così, via con il suadente salame della casa e l'antipasto di pesci gardesani variamente lavorati; quindi tagliolini allo Scorzone (penalizzati da un tartufo ancora poco saporito) e gli spaghetti con le acciughe e l'olio gardesano (se vi coglie lo sfizio, fatevi portare qualcuna delle molte produzioni dell'oro giallo di queste colline, a cominciare magari da quelle firmate dal conte Cavazza); infine lumache in umido, agnello scottadito e pescato di giornata alla griglia. E se facesse freddo, nessun problema: c'è sempre la sala interna, il risotto con «pestöm» e lo stracotto di cavallo al Groppello con la polenta...