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L'energia da biomasse non è la panacea per l'ambiente

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Impianti da biomasse, un convegno ieri a San Paolo
Ore: 06:00 | domenica, 30 maggio 2010

SAN PAOLO
«L'uso di biomasse come fonti rinnovabili di energia deve fare i conti con considerazioni di ordine ambientale di ampia portata, perché alcuni processi utilizzati, come la combustione, portano all'emissione in atmosfera di polveri sottili e ossidi d'azoto»: è quanto ha sottolineato Siro Corezzi , della Commissione per la Valutazione impatto ambientale del Ministero dell'ambiente, nel corso del convegno «Impianti per la produzione di energia da Biomasse», organizzato dal Comune di San Paolo in collaborazione con le Università di Brescia e di Pavia.
L'autorizzazione all'installazione di impianti di questo tipo, ha rimarcato Corezzi, non può prescindere da una pianificazione che tenga conto della situazione del territorio e della eventuale presenza di altre fonti di polveri fini, e deve quindi sottostare a normative adeguate. Sono diversi gli spunti di riflessione emersi ieri durante il convegno focalizzato sull'uso di fonti rinnovabili quali appunto le biomasse a scopo energetico: un termine, biomasse, che comprende un insieme di materiali di origine animale e vegetale che vanno dai reflui zootecnici ai residui di lavorazioni lattiero-casearie, dalla frazione biodegradabile dei rifiuti solidi urbani ai semi oleosi, sino agli oli e ai grassi animali e vegetali e agli scarti della lavorazione del legno.
Moderato dal prof. Carlo Collivignarelli, ordinario di Ingegneria Sanitaria ambientale dell'Università di Brescia, l'incontro si è articolato in sessioni dedicate ai vari aspetti dell'utilizzo delle biomasse: dai processi di conversione energetica, esposti dalle ricercatrici dell'Università di Pavia Maria Pristina Collivignarelli e Veronica Cornalba, all'approfondimento sulla combustione, visto da vari punti di osservazione dai professori Costante Invernizzi e Giorgio Bertanza dell'Università di Brescia e dal già citato Siro Corezzi.
Tra le soluzioni a minor impatto, per quanto riguarda la combustione, sono state segnalate la cogenerazione di energia elettrica e termica e la realizzazione di impianti di media potenza, preferibili ai piccoli perché consentono una migliore gestione dell'abbattimento delle polveri. Dall'agronomo Renato Corradini osservazioni critiche sull'ultimo Piano di Sviluppo Rurale nel quale gli incentivi previsti per le coltivazioni atte alla produzione di biomasse sarebbero insufficienti e non ne favorirebbero lo sviluppo. Interessanti i contributi di Giuseppe Contartese e di Davide Broglia della Setam di Flero.

Stefania Baiguera

Giornale di Brescia su