+08 min. +20 max
+08°C
+20°C
Costruire il futuro - Energia & Edilizia

SOLAREXPO 2010 - BRESCIANI PROTAGONISTI

In fiera a Verona per un posto al sole

Stampa l'articolo
brescia_746
Una margherita solare
Ore: 06:01 | sabato, 8 maggio 2010

VERONA
Tutti in fiera per trovare un posto al sole. Aziende e clienti, consulenti e manager, tecnici e scolari in gita; soprattutto, tanta gente comune, incuriosita e attratta dalla corsa al fotovoltaico e alle energie rinnovabili della quale l'undicesima edizione di Solarexpo-Greenbuilding in scena a Verona da mercoledì 5 a ieri è stata una tappa significativa.
Edizione da record
Certamente per i numeri. Almeno 70.000 visitatori in tre giorni hanno affollato gli undici padiglioni della manifestazione, nei quali erano raccolti 1.250 espositori provenienti da 43 Paesi del mondo, 750 dalla sola Italia. Fotovoltaico e, in misura minore, solare termico hanno fatto la parte del leone, tanto da lasciare il visitatore colpito da una sbornia di pannelli in silicio mono- e policristallino. Proprio su questo punto si può abbozzare una prima riflessione: per il momento la tecnologia non sfugge dalla logica della cella raccolta in moduli assemblati in pannelli collegati ad un inverter. La ricerca si muove anche in altre direzioni, è vero, ma questo è il mercato attuale.
Biomasse, impianti eolici, idraulici e geotermia hanno completato il ventaglio dell'offerta sulle energie sostenibili, anche se a partire dal nome della Solarexpo, le aziende si sono concentrate sul solare, appunto. Un nome accanto al quale figura anche Greenbuilding, ovvero tutto ciò che ha a che fare con tecniche e materiali di costruzione «verdi», oltre all'impiantistica e alle finiture per la casa presentate sotto l'ampio cappello del risparmio energetico. Questa sezione, racchiusa nel sesto padiglione della fiera, ha dato un assaggio concreto di come potrebbe essere, e come in parte già è, la casa sostenibile del domani.
Un business vorticoso
Verde e solare, le due parole più ricorrenti nella fiera. Un improvviso anelito ambientalista o un fenomeno economico e commerciale dirompente? Più la seconda che la prima e il motivo, almeno in Italia e in Europa, si racchiude nelle parole Conto Energia. La possibilità di investire in maniera remunerativa da parte di privati cittadini, imprese dalle più piccole alle multinazionali fino ai grandi fondi finanziari, ha reso il fotovoltaico un territorio degno della corsa all'oro.
Se le realtà economiche più strutturate hanno modo di approfondire le potenzialità dell'investimento in proprio o ricorrendo a consulenti specifici, bastava vedere lo stand del Gse, il Gestore dei servizi energetici, letteralmente preso d'assalto. All'ora di pranzo, nel momento in cui i padiglioni vedono assottigliare le presenze in favore dei bar, i consulenti del Gse non vedevano mai esaurirsi la fila di persone bramanti informazioni su Conto Energia e tutto ciò che ruota attorno al binomio fotovoltaico-incentivi. La sostanziale certezza che dal gennaio 2011 ci sarà un taglio del 20% sugli incentivi, sta scatenando il rush verso il pannello. Addirittura, lo stesso Gestore prevede che il 2010 porti l'Italia vicina al raddoppio del numero di pannelli installati, da 70mila a circa 130mila.
Bresciani al sole
In questo scenario, Brescia si presenta come la provincia più attiva in Italia, a febbraio le installazioni segnavano un ritmo di cinque al giorno e con un numero di pannelli installati, 2.508, superiore a Roma e Torino.
Lo slancio della Leonessa verso l'energia sostenibile in generale è testimoniato anche dalla presenza in fiera di trenta realtà provenienti dalla nostra provincia. Visitando i loro stand, la sensazione comune è stata di soddisfazione per l'andamento della manifestazione, molti visitatori e molti contatti, oltre che per il volume di lavoro che il settore sta generando. Fotovoltaico in testa, naturalmente, anche se nel nostro territorio non si può tralasciare l'idroelettrico, anche di piccole dimensioni.
Qualcuno accenna anche ai rischi di una bolla che nel solare rischia di inflazionare il mercato e di generare uno squilibrio nel settore. È il lato oscuro del sole, quello che per ora non si vuole guardare.
Emanuele Galesi

Giornale di Brescia su