Esperti collezionisti, semplici appassionati. Il mondo del restauro di auto e moto d'epoca si da appuntamento giovedì 10 novembre a Flero, alle 20.30, nello stupendo scenario di Villa Grasseni, quando al tavolo del confronto tra collezionisti e artigiani artisti del martello e delle macchine utensili, ci saranno anche i funzionari della Soprintendenza
per i Beni Architettonici e Paesaggistici. Materia del contendere - ma in realtà più una riflessione di ampio respiro, osservando prospettive in divenire per il settore - l'ipotesi del far nascere una "Carta bresciana del restauro dei veicoli storici", ovvero una guida operativa in cui, a più mani, si possa far convergere l'esperienza, la sensibilità, il back
ground di un ambito di primo livello assoluto nella nostra provincia, con eccellenze in ordine alle collezioni, alle professionalità piuttosto che per il mercato stesso dei veicoli storici.
Una realtà dettata dalla tradizione legata alla Mille Miglia, alla passione tutta bresciana per le vecchie auto e moto da corsa, alla sensibilità del collezionare e del conservare nel nome del tramandare un valore costruito da meccanica raffinata consolidatasi in percorsi durati decenni con altissime punte di specializzazione.
Un ambiente forse silenzioso, ma a cui guarda esplicitamente tutta la realtà europea. Il sottobosco della Mille Miglia ha saputo portare a questo livello, o meglio, la Mille Miglia, espressione della passione bresciana , ha fatto da cartina da tornasole per svelare un mondo sconosciuto ai più, dove l'assenza di regole certe e scritte ha creato negli anni il sedimentarsi di un ambiente non governato da parametri univoci. L'evento, organizzato dal "Club Auto e Moto d'epoca di Flero", sodalizio Fmi-Coni, non nuovo ad incontri di un certo spessore nella materia dei veicoli storici, vede la collaborazione dell'Aci di Brescia, del Comune di Flero , dell'Asi e vanta il patrocinio della Provincia di Brescia. I lavori 


guardano con attenzione alla realtà bresciana composta da una realtà impressionante: sono infatti più di 90mila le auto con i requisiti della storicità (più di 20 anni) che circolano in provincia e, secondo i dati sui bolli, sono oltre 16mila le moto regolarmente immatricolate, ma certificate "storiche" che battono le nostre strade.
"Un patrimonio immenso, dal punto di vista storico, culturale ed economico, con enormi ricadute di indotto" come commentano dall'Aci di Brescia. Indicativi il numero degli iscritti ai vari club: solo il "Musical Watch Veteran Car Club" di Brescia (federato Asi) conta più di duemiladuecento iscritti. I club Fmi a Brescia sono poi 67. Al tavolo dei lavori il compito di fare sintesi tra la competenza dei funzionari della Soprintendenza e la passione.
Tracciando regole finalmente certe dove vige l'anarchia. 
Da qui l’opportunità del portare funzionari e tecnici della Soprintendenza al tavolo degli appassionati e dei collezionisti dai palati... più fini. Perché il settore da tempo cerca regole certe, cerca coordinate in cui riconoscersi, parametri che normalizzino le operazioni di restauro e di conservazione. Il tutto nel rispetto delle disposizioni del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, ossia "Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137"
In sostanza l’anarchia dell’estrosità del restauratore e l’intemperanza del desiderio del proprietario devono trovare una composizione in un criterio di conservazione della storicità che si assorbe in una sola parola: tutela.
Tutela per il ruolo di documento storico del veicolo, auto, moto o trattore che sia. Tutela per consegnare ai posteri un mezzo adeguato, non «pasticciato» o banalmente un falso camuffato. Da qui l’incontro basato su una provocazione lanciato dal «Club Auto e moto d’epoca di Flero»: perché Brescia, città e terra della Mille Miglia non può dare i natali anche ad una «Carta bresciana del restauro dei veicoli storici»?
Perché la paternità ed i natali di una simile opera devono avere altre latitudini?
A Brescia operano i migliori restauratori, vivono i più grandi collezionisti, gira l’intero mercato nazionale se non europeo del veicolo storico. Qui può trovare regola il restauro.
Prendendo «a prestito» il meglio del patrimonio tecnico di chi i restauri li segue da un secolo, tarando in virtù delle differenze che corrono da un edificio veicolo al... Duomo.
A Flero (Bs) emergeranno allora le similitudini tecniche, i paralleli, le contiguità tra il restauro di un veicolo ed il restauro di antichità e beni culturali tra materiali e tecnica.
Si toccherà il tema del restauro del mezzo già restaurato, dei limiti funzionali dei materiali, scorrendo con l’arch. Marco Fasser e l’arch. Gabriella Musto, funzionari della Soprintendenza di Brescia, gli spazi lasciati vuoti, o meglio non «codificati», da esperienze decennali affinate sul campo da valenti artigiani. In confronto, appunto, collezionisti ed esperti, uomini dell’Asi e della Fmi e custodi dell’arte raffinata della conservazione. Tutto nel nome della passione comune.
Roberto Manieri



