Rottami addio. O meglio, dopo l’entrata in vigore di una direttiva comunitaria nessuno potrà più avere in giardino o nell’orto un’auto e una moto ridotta a “rifiuto” perché l’Unione Europea ha dichiarato guerra da tempo ai veicoli fuori uso.
E’ il contenuto della Direttiva 2000/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 settembre 2000, relativa ai “veicoli fuori uso”.
Il principio di fondo è la necessità di armonizzare i diversi provvedimenti nazionali relativi ai veicoli fuori uso “in primo luogo per ridurre al minimo l'impatto di questi veicoli sull'ambiente, contribuendo così alla protezione, alla conservazione e al miglioramento della qualità dell'ambiente nonché alla conservazione dell'energia e, in secondo luogo, per assicurare il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare distorsioni della concorrenza nella Comunità”.
La Direttiva recita infatti: “la presente direttiva istituisce misure volte, in via prioritaria, a prevenire la produzione di rifiuti derivanti dai veicoli nonché, inoltre, al reimpiego, al riciclaggio e ad altre forme di recupero dei veicoli fuori uso e dei loro componenti, in modo da ridurre il volume dei rifiuti da smaltire e migliorare il funzionamento dal punto di vista ambientale di tutti gli operatori economici coinvolti nel ciclo di utilizzo dei veicoli e specialmente di quelli direttamente collegati al trattamento dei veicoli fuori uso”.

Secondo i dati, infatti, ogni anno i veicoli fuori uso nella Comunità producono 8-9 milioni di tonnellate di rifiuti, che devono essere gestiti correttamente.
Dunque per attuare i principi della precauzione e dell'azione preventiva e in conformità con la strategia comunitaria di gestione dei rifiuti, occorre evitare quanto più possibile la generazione di rifiuti.

Fortunatamente nella direttiva si va un distinguo per i nostri amati veicoli storici: “i veicoli d'epoca, ossia i veicoli storici o di valore per i collezionisti o destinati ai musei, conservati in modo adeguato e attento all'ambiente, pronti all'uso, ovvero in pezzi smontati non rientrano nella definizione di rifiuti ai sensi della direttiva 75/442/CEE e non sono soggetti alla presente direttiva”.
Un veicolo poi viene classificato fuori uso con la consegna ad un centro di raccolta, effettuata dal detentore direttamente o tramite soggetto autorizzato al trasporto di veicoli fuori uso o tramite il concessionario o il gestore dell'automercato o della succursale della casa costruttrice che ritira un veicolo destinato alla demolizione.

Sul profilo delle sanzione va saputo che chiunque effettua attività di gestione dei veicoli fuori uso e dei rifiuti costituiti dei relativi componenti e materiali è punito con l'arresto da sei mesi a due anni e con l'ammenda da 3.000 euro a 30.000 euro. Chiunque produce o immette sul mercato materiali o componenti di veicoli in violazione del divieto è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 20.000 euro a 100.000 euro.
Roberto Manieri
r.manieri@giornaledibrescia.it
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