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Mille Miglia, l'Aci di Brescia ha deciso: dal 2013 organizzerà in proprio la Freccia Rossa

Quella che per molti era solo un’aspettativa si è concretizzata in una certezza. Solo venerdì 20 gennaio il Consiglio dell’Aci (nella foto di gruppo sotto)  ha sciolto la propria riserva ed ha comunicato con una nota ufficiale la sua decisione, a partire dal 2013, di gestire in proprio la ‘Mille Miglia’. Il Giornale di Brescia ne ha dato notizia con ampio risalto nell’edizione di sabato 21 febbraio. 
Le riflessioni dell’ente bresciano sono state consegnate ad una nota ufficiale, i cui termini stringati riferiscono anche di un’attenzione formale che volutamente limitata su qualunque elemento che vada in più rispetto alla dichiarazione della volontà di avocare a sé l’evento.
In realtà il contenuto stesso della decisione rappresenta qualcosa di dirompente: l’Aci di Brescia gestirà in proprio la gara di regolarità storica (e del resto ne ha la facoltà come emanazione della Fia), mentre per i dettagli esecutivi il vertice Aci si consegna ad ulteriori approfondimenti e progettualità che sarebbero comunque già in corso di studio.
Ma ecco il testo del comunicato:
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                                                         COMUNICATO STAMPA

Con riferimento al marchio e all’organizzazione della Mille Miglia, attualmente assegnati all’ATI, vincitrice del bando per l’assegnazione quinquennale della gestione di tutte le attività contraddistinte dalla Freccia Rossa, l’Automobile Club di Brescia informa che il contratto con l’ATI composta da MAC Group S.r.l., Meet Comunicazione S.r.l. e Sanremorally S.r.l. scadrà il prossimo 30 giugno, dopo la trentesima edizione della rievocazione storica della corsa, che si terrà dal 17 al 20 Maggio.
Al termine dell’odierna riunione del Consiglio Direttivo, l’Automobile Club di Brescia comunica che non sarà indetta alcuna procedura di gara per l’affidamento dell’organizzazione della Mille Miglia e della licenza del marchio con la “Freccia Rossa”.
A partire dall’edizione del 2013, l’organizzazione Mille Miglia sarà quindi realizzata direttamente sotto il controllo dell’Automobile Club di Brescia, proprio come alle origini.
Non deve essere dimenticato che, nel 1927, l’Automobile Club di Brescia fu fondato appositamente allo scopo di organizzare la prima “Coppa delle Mille Miglia”
In questi giorni prosegue l’attività - in corso da alcuni mesi - dei legali e dei tecnici incaricati di individuare la più opportuna forma giuridica della struttura organizzativa; a tal scopo, è prevista la costituzione di una società “in house”, interamente controllata dall’Automobile Club Brescia.
Aldo Bonomi, Presidente dell’Aci Brescia, ha dichiarato a nome di tutti i Consiglieri: «La scelta di non affidare ad altri l’organizzazione della Mille Miglia è stato un passo ponderato, nonché naturale da intraprendere. All’origine della decisione, presa in modo unanime dal CdA, ci sono motivazioni di carattere, culturale sportivo, organizzativo ed economico.
In primo luogo, la Mille Miglia rappresenta un enorme patrimonio non solo per l’Automobile Club, ma anche per la collettività bresciana: un patrimonio che noi - insieme a molti appassionati soci ACI e concittadini -  riteniamo debba tornare ad essere gestito a Brescia. Una scelta che riteniamo potrà favorire anche aziende bresciane, interessate dall’indotto generato dalla Freccia Rossa in diversi settori. Si tratta di un patrimonio che verrà gestito con cura ed attenzione, al fine di incrementarlo anno dopo anno, così da permettere anche il finanziamento di tutte le altre attività dell’Automobil Club bresciano.
Alle tre società, MAC Group S.r.l., Meet Comunicazione S.r.l. e Sanremorally S.r.l., che hanno operato con professionalità, va la nostra riconoscenza per aver mantenuto la nostra corsa a livelli di eccellenza ed internazionalizzazione: non escludo, anzi mi auguro, che con loro, in futuro, si possano attuare nuove forme di collaborazione».
In ogni caso, la “corsa più bella del mondo” proseguirà la sua avventura, avendo come partenza e traguardo “Brescia, la Città della Mille Miglia”.


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Che altro aggiungere? Se per molti membri del Consiglio Aci riportare a Brescia la gestione della Mille Miglia poteva essere un sogno, parte di questo sogno ora si è avverato, almeno nelle fondamentali delle intenzioni.
Ora resta il tema dell’esecuzione del progetto: sarà in grado l’ente bresciano di organizzare in proprio un evento di queste dimensioni? Potrà disporre nell’arco di un anno di un organigramma fatto di adeguate professionalità nel rispetto di un budget ragionevole ma adeguato?  Ce lo chiediamo da appassionati, ma se lo chiedono (polemicamente) anche i detrattori dell’ente bresciano.
La ‘dialettica’ interna alla Csai e la collaborazione dell’Asi, permetteranno di realizzare un clima sereno affinché l’ente bresciano possa creare i presupposti più adeguati per un lavoro duraturo nel tempo?
Sono tutte domande oggi facili da porsi, ma a cui si potrà solo dare risposta nel tempo. Il gioiello dell’Aci Brescia, la Mille Miglia, resta infatti un evento di prim’ordine e da qui sono tante le  dinamiche che potrebbero innestarsi per colmare il vuoto attuale in ordine alla struttura organizzativa.
Si tratterà quindi di condurre la barchetta dell’ingegno dell’organizzazione secondo una rotta di buon senso e di oculatezza, cercando di non ascoltare le sirene che da più parti cercheranno di incantare e di non incagliarsi nelle secche della burocrazia, ma nemmeno in quelle tentatrici della faciloneria.
Lo dimostra ampliamente la storia stessa della Mille Miglia: morta e risorta dalle sue stesse ceneri, oggi la gara attende un rilancio anche per guardare alle sue prospettive. Senza la blindatura di un bando, strumenti e contenuti potrebbero essere più flessibili, mentre abbandonando gli stereotipi sino ad oggi imposti, la Mille Miglia potrebbe trovare nuove declinazioni.
Per esempio – ma si tratta solo di un ragionamento non ancorato o suffragato dalla reale volontà dell’Aci che ad oggi non è stata divulgata – potrebbe cambiare il numero delle vetture che partecipano (oggi 375) oppure trovare formule che privilegino la partecipazione della auto più vecchie (le anteguerra), rivedendo anche parametri legati ai coefficienti o limando parti ad oggi consolidate di regolamento ma anacronistiche.
Insomma un divenire oggi completamente da disegnare, tenendo come consolidato quanto fatto sino ad ora per l’immagine della Freccia Rossa su tutti i piani.
Per l’Aci l’augurio di una fase costruttiva di progettazione, per gli appassionati un motivo in più di vanto con la Leonessa chiamata ad essere il quartier generale di un nuovo fermento.
Ed i ‘vecchi’ organizzatori? Non dovrebbero essere dei fantasmi che aleggiano nell’immagine della Mille Miglia, ma una sorta di senatori a cui guardare per avere riferimenti e consigli. Del resto se l’Aci vuole essere la casa comune di tutti gli automobilisti, lo può essere ancor più alla partenza di questa nuova avventura.
Se il prestigio della Freccia Rossa è nell’immagine globale fornita a Brescia ed al Paese, allora questa diventi anche il motivo di un grande fermento e di collaborazione.
Renzo Castagneto ne sarebbe convinto. Aldo Bonomi non ha fatto altro che realizzare con il suo consiglio ciò che i fondatori avrebbero desiderato per il futuro della Mille Miglia: farne un patrimonio comune in termini di appartenenza.
Con una gestione diretta questo potrebbe compiersi completamente. Meglio ancora se con la partecipazione di tutti gli attori che in questi anni hanno recitato sul prestigioso palcoscenico internazionale della Freccia Rossa. Poi si vedrà. Ma l’eredità dei padri non sarà così sprecata.
Buon lavoro quindi a tutte le persone di buona volontà e grazie a tutti quanti negli anni (ma anche ora) stanno lavorando per il rinnovato prestigio della Freccia Rossa.

Roberto Manieri

r.manieri@giornaledibrescia.it

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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