Molti lo hanno conosciuto attraverso la sua rubrica “Diario” che teneva regolarmente sulle pagine finali di “Motociclismo d’epoca”.
In tanti, come del resto chi scrive, l’hanno conosciuto e lo hanno apprezzato umanamente e professionalmente, e hanno così avuto modo di stimarne anche la cifra personale, al di là della passione che da sempre trasudavano dalle sue parole e lo legavano al nostro mondo delle due ruote d'epoca.
A metà maggio Ofelio Liberati, 52enne di Montesilvano che lavorava a Mosciano, dove era impiegato nella Segreteria Generale e Ufficio Soci della sede centrale BCC Adriatico Teramano a Mosciano Stazione, ha incontrato il suo destino.
Stando ai rilievi dei Carabinieri, Ofelio era in sella alla sua moto, una Honda Cbr rossa, quando dopo essersi lasciato alle spalle il passaggio a livello di Molina Aterno, nell’affrontare una brutta curva a gomito, all’altezza del depuratore di Castelvecchio e nota per la sua pericolosità (tanto da esser stata già oggetto di un intervento di allargamento un anno fa), mentre stava entrando nel centro abitato di Castelvecchio, avrebbe perso il controllo del mezzo e sarebbe caduto finendo con lo schiantarsi contro una Lancia Y guidata da un residente di Gagliano Aterno.
L’impatto fortissimo non ha lasciato scampo ad Ofelio finito con il corpo contro l'utilitaria, trascinato dalla massa della moto sotto l’auto.


Un pericolo, secondo gli operatori della Polizia Locale della zona dovuto alla particolare sterzata che impegna le persone in transito sulla curva e in direzione Castelvecchio. Una caratteristica che era stata al centro di un intervento per l'allargamento della tratto viario qualche anno fa. Ma il rischio resta alto anche per chi è esperto e non esagera con il gas.




Nella sua memoria ricorderemo l’entusiasmo per le due ruote storiche e moderne, il suo stile tipico della persona riservata, di animo gentile e signorile. Tempo fa aveva coronato un sogno: aveva guidato, seppure per poco, la Yamaha ufficiale di Valentino Rossi, quando il campione di Tavullia correva per la casa giapponese. Un’emozione che non teneva nascosta e che condivideva con gli amici appassionati.
Una presenza costante per noi tutti cultori delle due ruote d'antan che ci lascerà un vuoto profondo.
Ciao Ofelio. Ci mancherai...
Roberto Manieri
r.manieri@giornaledibrescia.it
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