Il Giro d'Italia è tornato finalmente, dopo parecchi anni, a parlare un po' bresciano. Lo ha fatto con la straordinaria vittoria in volata a Montecatini Terme Roberto Ferrari. Potenza, intuito scelta dei tempi, con il suo guizzo il Ferro ha messo a tacere quanti avevano polemizzato, su tutti il campione del mondo Mark Cavendish, sulle sue presunte scorrettezze.
Roberto non è un corridore scorretto, è stato solo sfortunato ad incocciare la strada dell'iridato dell'Isola di Man che da parte sua dovrebbe sapere accettare le sconfitte quando avvengono in maniera corretta e pulita. Invece tignoso e scorbutico quanto un uomo delle valli alpine, ogni giorno non perde occasione per punzecchiare il nostro Roberto. Stia sereno e si goda il suo successo. Così Cavendish diventa campione del mondo di antipatia. Ma il nostro Ferro ha le spalle larghe e si gode giustamente il suo successo che gli può cambiare la vita d'atleta e speriamo strappare un contratto più vantaggioso. Se alla corte di Savio o in qualche altra squadra, magari più attrezzata per le volate, lo vedremo dopo il Giro.
Se Cavendish è campione di antipatia con le sue polemiche da zitella inacidita su Ferrari, campione di simpatia per il gruppo e il suo team è Simone Ponzi. Il talento di Ghedi che spera di avere nei prossimi giorni l'occasione giusta per farsi vedere, sta raccontando con successo sul sito del Giornale di Brescia le sue emozioni, giorno dopo giorno.
Il Giro parla bresciano anche con la freschezza agonistica di Sonny Colbrelli. Il valsabbino della Colnago Csf, 22 anni appena compiuti, è il più giovane italiano al Giro. E si sta facendo valere, senza alcun timore reverenziale, con allunghi e volate. Bravo Sonny. Avanti così. Il più silenzioso di tutti invece, Matteo Bono della Lampre Isd, lavora come al solito per i suoi capitani, ma chissà che gli capiti una giornata di libera uscita. Quando le ha avute, ha spesso colto nel segno. Forza Brescia...


