Ecco la seconda parte del viaggio in Svezia (in sintesi) da parte di Buizza. Non basta passare il Brennero per passare le Alpi. Ci sono anche le Alpi austriache, che vuol dire affrontare la salita con pendenze del 16% che porta a Seefeld . Il peso delle borse ad un certo punto tira di più nella direzione opposta e so no costretto a fare il resto della salita a piedi. Una volta in cima posso dire che la battaglia delle Alpi è vinta. Una pacca sulle "spalle" alla bici e poi ci tuffiamo nelle braccia della grande Baviera. Sull'altipiano svevo-bavarese il vento cerca di strapparmi la bici da sotto e de vo tenermela stretta per portarla fino ad Augsburg. Qui termina l'antica via romana Via Claudia, che dal Trentino in poi ha coinciso con il mio itinerario. Ne avranno consumati di sandali i soldati romani per arrivare fin qui, dove ora i mi ei tubolari accarezzano il pavé della via centrale Massimilianstrasse che mi pia ce immaginare come il punto di arrivo delle truppe di Augusto. La Strada Romantica mi offre ora le belle cittadine, perle del medioevo tedesco, Dinkelsbuhl, Nördlingen e Rothemburg sul Tauber, che portano ad un tuffo nella storia, specialmente quando vi giungo nel mezzo della rievocazione storica della Guerra dei Trent'anni. Incontro poi Wurzburg dove termina la Strada Romantica e mi fa piacere sentire che nel grande palazzo del Residenz, ci sono dei soffitti dipinti dal Tiepolo. A Fulda, la capitale tedesca del barocco incominciano sfis ncanti saliscendi che terminano con il sistema montuoso dell' Harz. Ed ecco Gött ingen dove devo assolutamente fotografare la statua della Lisetta delle oche, al la quale hanno baciato i piedi, come usano fare gli universitari della città, be n undici premi Nobel. Finalmente una idillica ma sopratutto per me piatta Brughiera del Luneburgo mi a ccompagna senza problemi fino al traghetto per la Scandinavia. Il Mare del Nord lo atteraverso dormendo. Quando il traghetto Peter Pan con un grande sbadiglio r iversa sul suolo svedese macchine e autotreni più un'esikle bicicletta che ha pa ssato la notte incastrata tra due costole del suo enerme torace, il sole fa bril lare di mille luci il Mar Baltico.Ringrazio la Svezia per il Benvenuto con la pi atta regione della Scania. Le distese coltivate a perdita d'occhio sono il grana io della Svezia. Ma anche la Svezia ha le sue gobbe con l'altopiano dello Smålan d ricco di boschi di conifere e di migliaia di piccoli laghi.I grandi silos in l ontananza mi dicono che tra poco si planerà di nuovo in una regione agricola. Infine, i due campanili di una chiesa di Stoccolma diventano sempre più alti e q uando anche loro sono finiti alle mie spalle mi fermo sul ponte Westerbro dove m i si presenta davanti in tutta la sua bellezza la splendida Venezia del nord. Ce l' abbiamo fatta, dico alla bici dandole due pacche sul manubrio. Tutti i quattordici giorni del viaggio li trovate raccontati minuto dopo minuto nel bel libro "Italia-Svezia 2000 kilometri in bicicletta" ricco di foto a color i cartine e altimetrie. Marco Serra Tarantola editore pp. 158 euro 13
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