Storie

Caso Contador, innocente o colpevole?

La squalifica retroattiva di due anni di Contador (ritornerà a correre alla Vuelta di quest'anno) fa discutere per molti motivi. Innanzitutto per le modalità nelle quali è avvenuta, con una Federazione spagnola che ha cercato di coprire e difendere a spada tratta il suo atleta alimentando un sospetto di impunità, dall'altro per le modalità con le quali si è arrivati ad una sentenza di tipo sportivo, quasi due anni dopo i fatti contestati. Per lo sport due anni sono un'eternità e nel mezzo ci sta per Contador un Giro d'Italia vinto, anzi stravinto da protagonista, e mi sembra di poter dire in maniera pulita dal momento che ha subito numerosi e dettagliati controlli incrociati sangue/urina. Senza contare altre vittorie ottenute in corse a tappe minori. Ed ora dovrà restituire tutti i premi, pari a 2,5 milioni di euro, mica bruscolini. Nel merito la sentenza su Contador ci ha detto alcune cose: in primo luogo le tracce infinitesimali di clenbuterolo escludono il ricordo all'autoemotrasfusione, pratica consentita negli anni '80 (vedi Moser) ma vietata dai regolamenti antidoping oggi. Escludono anche la panzana detta dallo stesso Contador sorpreso dalla positività di aver consumato una bistecca (spagnola) alterata con relativa sollevazione degli allevatori iberici che idealmente volevano "matare" il campione di Pinto. La positività al clenbuterolo, secondo i tecnici, sarebbe avvenuta per un integratore alternato. Fateci capire: se Contador e il suo staff hanno acquistato incautamente un integratore difettoso (colpa tutta da dimostrare da parte della ditta che ha confezionato il prodotto), il ciclista spagnolo deve pagare pesantamente per colpe non sue. Oppure questa vicenda nasconde qualcosa di veramente torbido e nel dubbio il Tas di Losanna ha applicato alla lettera il codice e dato una punizione pesante al numero uno del ciclismo attuale. E qui viene il secondo aspetto della vicenda, quello squisitamente politico che vede il corridore della Saxo Bank come vittima sacrificale. Perchè da un lato ci sono la Federazione spagnola, gli organizzatori di Giro e Tour e dall'altro l'Uci che vuole avere il controllo assoluto del ciclismo (senza peraltro dimostrare di avere passione e competenza per le due ruote). Facendo un passo indietro va ricordata infatti la guerra in atto da alcune stagioni fra Uci e Grandi Giri con quest'ultimi che sono usciti dal Pro Tour per non accettare i diktat dell'Unione. La quale ha allestito un programma di prove mondiali Pro Tour con gare di secondo piano, lontane dalla tradizione e credibilità del Giro, del Tour o altre classiche del tipo Sanremo, Lombardia e Roubaix. Poi lo scorso anno l'Uci ha fatto retromarcia trovando un compromesso e inserendo le grandi prove nel calendario storico, valido per i punti di merito di squadre e atleti. Ma sotto sotto il rapporto è ancora conflittuale e punire Contador significa penalizzare e togliere credibilità alle grandi corse. Peccato che così facendo si distrugge l'intero movimento. Insomma una vicenda, quella di Contador, che presenta diverse incertezze, dubbi e punti di vista. Cosa ne dite? Siete innocentisti o colpevolisti? Fateci sapere...

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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