martedì 21 maggio 2013
 
passione bici
di Paolo Venturini

Giro: le miss più belle alla corsa più bella

 Continua la marcia di avvicinamento al Giro d’Italia che prenderà il via il prossimo 4 maggio da Napoli con l'arrivo finale a Brescia. Ma il Giro è una festa anche per quanto ci gira attorno, non solo l'evento sportivo. A balzare agli occhi è soprattutto l'aspetto estetico. Sul palco delle premiazioni e nella carovana spiccano le bellezze del giro. Le miss della corsa rosa sono le più avvenenti del mondo, tanto da coniare il ritornello che le miss più belle sono alla corsa più dura e bella al mondo. Non ci credete? Guardare il video che segue per credere.

Le miss che baciano i corridori sul podio, la Madrina che accompagna il Trofeo Senza Fine alla partenza di ogni tappa, le ragazze della Carovana pubblicitaria, le cheerleaders della radio ufficiale. Immagini e colori per esprimere tutto il mondo che “pedala” intorno al Giro d’Italia e lo rende così speciale. Buona visione

Pubblicato: 10 aprile 2013

Si avvicina il Giro, Brescia parte la promozione

Manca ormai meno di un mese all'inizio del Giro d'Italia che parte  da Napoli e si conclude per la prima volta nella storia a Brescia. Un viaggio di tre settimane per l'Italia che accompagnerà appassionati a non per il più tradizionale degli appuntamenti sportivi che annuncia l'estate.

Brescia quest'anno sarà coinvolta molto nel progetto rosa e il comitato di tappa è alacremente al lavoro per la promozione dell'evento (stavolta il termine non è davvero abusato) sul territorio provinciale. Nel mese di aprile quattro appuntamenti in quattro piazze locali con i colori del Giro, intrattenimenti, show e distribuzione di gadget.

Si inizia a Orzinuovi, poi sarà la volta di Montichiari, Desenzano e Iseo. In maggio, udite udite, tre weekend con notti rosa nelle località gardesane ad annunciare l'arrivo della corsa rosa in città. Il tutto a precedere la grande notte rosa del 25 maggio che in città richiamerà migliaia di spettatori prima della festa finale di domenica 26. Brescia scalda i pedali, pronta a celebrare l'avvenimento. Sportivamente parlando, con l'auspicio di vedere un corridore bresciano a braccia alzate. Un poco di sano campalinismo in questo caso non fa davvero male...

Pubblicato: 6 aprile 2013

Un "succo" Ace che sa di doping

Primi squilli di tromba dalla Campagna del Nord con il fenomeno Sagan grande protagonista anticipato da una Sanremo mai vista così: freddo neve, un racconto da tregenda e un plauso a tutti i protagonisti che hanno sofferto ma ha dato spettacolo.

Ma alla ribalta della cronaca in questi giorni è purtroppo l'ennesima scoperta nel campo del doping, flagello per il mondo del ciclismo, ma non solo (gli altri sport sono anche meno controllati...). Il nuovo prodotto evidentemente già sul mercato si chiama Ace 011, nome che ricorda un popolare succo di frutta (è peraltro il mio preferito).

Non si tratta purtroppo di una gustosa bibita, ma di un farmaco utilizzato normalmente per curare l'osteoporosi o chi ha il tumore alle ossa. Sarebbe più potente, veloce e duraturo dell'Epo oggi rintracciabile dagli esami del sangue, ma i rischi connessi alla salute sono micidiali. Il doping anche in questo caso è avanti rispetto all'antidoping, in una corsa che, questa, non vorremmo mai vedere.

Pubblicato: 28 marzo 2013

Pietro Borsarini: Una poesia per la bicicletta (1° classificato)

A 5 anni ho cominciato ad andare su un mezzo a due ruote su cui non sapevo stare, quel bel mezzo è la bicicletta, su cui pedalo in fretta, in fretta.

Non inquina, non fa il pieno e perciò ti costa meno, non ti serve carburante ed è disponibile in ogni istante. Se in fretta tu vi vai prima o poi ti stancherai, ma se vai lento e spensierato non perderai un filo di fiato.

Sopra la bici ci puoi star tanto e con tanto allenamento non sarai più stanco, è l'ideale per andare, nelle vicinanze, non al mare! Però ci si può anche divertire con gli amici e in poco tempo divenire tutti più felici! Ma una corsa non devi mai dimenticare... in bicicletta il caschetto deve sempre indossare!

Ma si può anche continuare con un testo spiegare... i legami con la mia bici. Per me la bicicletta non è un semplice mezzo di trasporto, ma può anche essere un'amica. Per divertirmi ogni tanto esco con la mia bicicletta, non lo faccio tanto per uscire ma per starmene un po' da solo (anche se non sono da solo perché c'è lei) e respirare la liev brezza che mi accarezza il viso. Nell'arco di pochi secondi mentre pedalo faccio scorrere tutti i momenti più importanti della mia vita e quello è un momento di felicità ed allegria, ma allo stesso tempo di paura e tristezza. Di soli faccio 10-12 giri dell'isolato fuori casa mia, credo non sia la stessa cosa andare a piedi perché ti stanchi prima, pensi solo a correre e vai meno velocemente.

Circa due anni fa sono stato in vacanza in due Stati del Nord Europa, Olanda e Germania. Siccome là le biciclette abbondano, ci sono anche molte, anzi, moltissime piste riservate (tra la strada e il marciapiede). Allora ho pensato che sarebbe stato bello vedere questo anche in Italia. In più si potrebbe andare in giro da soli, con la famiglia o con qualche amico, senza preoccuparti dell'automobile che ti può investire o causare qualche incidente.

Io adoro andare in bici anche perchè mi piace l'idea che non inquini. Infatti molte volte supplico mio papà di andare insiema a fare  una pedalata da Rodengo Saiano a Rovato dove abita la nonna, che dista 16 chilometri; solitamente ci impieghiamo un'oretta e mezza. Per ora sono riuscito a convincerlo solo due volte ma il percorso è molto bello. Siccome mio papà è appassionato di mountain bike, non ne vuole sapere di attraversare paesi con strade trafficate (ed io approvo), così facciamo sempre le strade di campagna. E' bello passare in mezzo ai campi per ben due motivi: il primo è che non c'è quasi nessuno, il secondo perché puoi sfiorare l'erba soffice dei prati. Perciò consiglio a tutti di provare a vivere giornate come questa.

Ora che ho detto tutto quello che dovevo spiegare, leggete, commentate e decidete cosa fare!!!

PS: GLI ALTRI TEMI  VINCITORI DEL CONCORSO E I DISEGNI LI TROVATE NEI POST PRECEDENTI A QUESTI. BUONA LETTURA

Pubblicato: 22 febbraio 2013

Chiara Uberti: il ciclismo, che passione! (2° classificato)

In estate, la domenica, mio papà mi portava a vedere le corse di ciclismo, ma io non capivo cosa c'era di così tanto interessante nel vedere dei bambini che correvano in bici, insomma anche se non andavo così veloce, lo sapevo fare anch'io!

Una sera mio papà (che è il vicepresidente di Progetto ciclismo Rodengo Saiano) mi ha raccontato che a scuola avremmo fatto un progetto sul ciclismo e sarebbe venuto lui o mio zio, che è il presidente: avevo voglia di ammalarmi proprio quel giorno!

Il giorno arrivò e in cortile trovammo mio zio e un percorso abbastanza strano, o forse lo sembrava a me. Mio zio iniziò subito col presentare il progetto e poi incominciammo a fare lo strano percorso, anche se io ero proprio intenzionata a non farlo. All'improvviso tutti urlarono il mio nome e Fabrizio mi mise in testa il casco: mi sembrava di essere un bollitore.

Salii sulla sella e mi sembrò di essere sulla vetta più alta degli Appennini per quanto era alta; iniziai a pedalare (al rallentatore), traballavo un po', ma poi riuscii ad andare più spedita. Non so perché, ma mi piaceva andare con quella bici e mi sembrò anche di essere emozionatissima.

E' stato divertente, non pensavo che il ciclismo potesse essere tanto emozionante. E' stato più emozionante anche quello che è successo dopo: settimane più tardi andammo in aula Magna e lì ci aspettò una grande sorpresa. C'erano un ciclista professionista e un giornalista. E' stato veramente bello, entrambi di ci hanno parlato del loro lavoro, delle loro emozioni e della gita che potremmo fare al Giornale di Brescia. Una cosa è certa: non mi annoierò più alle corse di ciclismo e mi interesserò di più quando papà me ne parlerà.

Pubblicato: 22 febbraio 2013

Alessia Corradi: la mia bici racconta (terzo classificato)

Ciao, sono la bici di Alessia Corradi; sono nera con alcuni quadratini colorati sulla mia sella. Il mio problema era che la mia padrona non mi portava quasi mai a fare viaggi fantastici; per fortuna un giorno d'estate mi prese con sè e mi portò in un posto che non avevo visto prima; si chiamava "ciclodromo", dove ho visto alcuni miei amici e miei simili. Questo posto era adatto a me, io lì potevo correre, andare piano e fare quanti giri volevo: era il PARADISO e mi sentivo libera. Uscire da quel garage sporco e puzzolente di olio è stata una cosa fantastica; così tutte le sera andavamo insieme al ciclodromo; più andavamo più mi sentivo felice e con una gran voglia di correre, giocare con gli amici... e molto altro ancora!!! Ma purtroppo un giorno scoprii che una delle mie ruote si era bucata e così le mie sere al ciclodromo erano svanite. Io ero triste e non capivo perchè nessuno venisse più ad aiutarmi... Poi un giorno di settembre entrò nel garage il papà di Alessia mi aggiustò la ruota e tutto filò lisco. Però avevo capito che era troppo tardi e che dovevo aspettare l'estate prossima per tornare in quel posto favoloso.

Pubblicato: 22 febbraio 2013

Concorso di Rodengo: ecco i migliori temi

Alla scuola Caduti della Patria di Rodengo Saiano si sono cimentati nel concorso promosso da Progetto ciclismo Rodengo Saiano anche gli alunni delle classi quinte elementari con in palio una visita guidata al Giornale di Brescia e al centro stampa quotidiani di Erbusco offerta dalla società ciclistica di Rodengo. Gli alunni dovevano raccontare la giornata vissuta sulle biciclette per provare quanto sia bello il ciclismo. Ha vinto Pietro Borsarini della classe 5° D, seconda Chiara Uberti della 5°C, terza la compagna Alessia Corradi.

Di seguito pubblichiamo i tre temi vincitori, partendo dal fondo, ovvero da quello di Alessia Corradi che trovate nel post seguente. A seguire gli altri due...

Pubblicato: 22 febbraio 2013

Concorso a Rodengo Saiano: i disegni vincenti

Torna per il secondo anno su questo blog il concorso indetto in collaborazione con Progetto ciclismo Rodengo Saiano e la scuola primaria Ai caduti della patria di Rodengo Saiano. E quest'anno raddoppia. Infatti il concorso che segue la giornata di promozione sulle bici a scuola avviata dal sodalizio franciacortino prevede quest'anno due sezioni: una dedicata alle classi prime che ha chiamato gli alunni a realizzare un disegno per raccontare la splendida giornata in sella nel cortile della scuola, l'altra dedicata alle classi quinte con i temi dedicati allo stesso argomento. Premiati i primi tre lavori di ciascuna sezione. I disegni li trovate pubblicati qui di seguito, mentre i temi che pubblicheremo in seguito vedranno la vincitrice o il vincitore regalare alla sua classe un viaggio premio per visitare il Giornale di Brescia e il centro stampa di Erbusco offerto dal gruppo Progetto ciclismo Rodengo Saiano in programma il 22 aprile.

Nel frattempo, in attesa di conoscere i migliori tre temi, ecco i tre disegni premiati: il primo è di Asia Brocchi, 1° D, il secondo di Irene Marchina 1° C e il terzo classificato di Simone Maffeis della 1° B.

 

asia brocchi 1° D

asia brocchi 1° D

 Asia Brocchi 1° D Primo classificato

Irene Marchina 1° C

Irene Marchina 1° C

Irene Marchina 1° C secondo classificato

 

Simone Maffeis 1° B

Simone Maffeis 1° B

Simone Maffeis 1° B Terzo classificato

Pubblicato: 13 febbraio 2013

Cipollini e il nuovo corso

Siamo stati purtroppo profeti... di sventura. Nell'ultimo post abbiamo parlato di un campione del mondo che sarebbe uscito a giorni nell'ambito dell'Operation Puerto, ed eccoci con il caso Cipollini. Fatte tutte le dovute considerazioni circa il caso (si cerca forse un altro caso Armstrong in Italia) bisogna dire che negli ultimi due-tre anni l'ambiente dei professionisti è molto cambiato, in meglio. Le medie si sono abbassate i controlli asfissianti rendono davvero difficile barare. Solo così l'ambiente può ripartire anche se prima di rifarsi l'immagine servirà tanto, tanto tempo.

A proposito dell'Operation Puerto va però fatta una domanda ai signori giudici: se è vero che sarebbero almeno 300 i nomi delle sacche di sangue e solo una parte riguardano i ciclisti, di chi sono le altre? Calciatori, tennisti, atleti di quali sport? Perchè non fate i nomi? Se giustizia deve essere fatta vale per tutti gli sport. 

Pubblicato: 13 febbraio 2013

Armstrong e la caduta del muro di Berlino

Dove eravamo rimasti. Ah, già, al texano dagli occhi di ghiaccio, bugiardo e mentitore per una vita d'atleta finta, costruita a suon di doping. Il danno d'immagine arrecato dall'americano al movimento è difficilmente quantificabile.

Le confessioni davanti alla tv con tanto di lacrime non riescono a commuovere chi in questo sport ci ha creduto e continua a crederci, nell'illusione forse che sia tutto pulito. Perché nei giorni successivi le dichiarazioni di Armstrong sono suonate come Muoia Sansone e tutti i Filistei. Se io finisco nel fango - sembra ragionare lo Yankee - allora ci metto tutto il movimento, compresi i campioni del passato. Ma così non vale, non funziona come auto assoluzione neppure dire che è uno sport duro e faticoso. Lo sappiamo, ma nessuno lo obbliga a praticarlo.

La verità me la disse tempo fa Felice Gimondi in una intervista, a precisa domanda sul doping della sua epoca. "Non è che ai nostri tempi - mi disse - non esistessero le bombe. Si usavano eccome, ma con estrema moderazione semplicemente per agevolare il recupero dell'atleta. Succedeva che le usavi nelle corse a tappe, uno, due giorni, il resto a pane e acqua. E non succedeva mai che un brocco diventasse campione". Nulla a che fare con il doping scientifico o i campioni costruiti in laboratorio degli ultimi anni.

La vicenda Armstrong, per quanto choccante, può essere paragonata alla caduta del muro di Berlino. Speriamo che escano allo scoperto tutti i nomi e si faccia pulizia sul serio. Molti giovani che praticano questo bellissimo sport in modo sano e pulito non meritano questi scandali. E a proposito di nomi, stanno uscendo poco alla volta quelli tosti (vedi caso Rabobank). Fra qualche giorno potrebbe capitare di sentir coinvolto il nome di un pluricampione del mondo... Chi ha orecchie per intendere...

Pubblicato: 5 febbraio 2013