domenica 19 maggio 2013
 
Pianeta Brescia
di Gianluca Magro & Cristiano Tognoli

Un "mi è piaciuto", qualche perché e la fame

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Il riscaldamento dei giocatori del Brescia

Il riscaldamento dei giocatori del Brescia

No, non mi è piaciuto. E sì, mi è piaciuto. Iniziare così il pezzo del blog è sintomo di un fine settimana davvero pesante a livello lavorativo. Ma credetemi, ha una sua logica. No, non mi è piaciuto il modo in cui il Brescia ha affrontato e perso la sua ultima partita stagionale al Rigamonti. Il Livorno aveva più fame? Vero, ne ho anche io mentre scrivo: sono passate da poco le 14 e devo ancora pranzare. Ma non significa che chi si trova in fianco a me, nella stessa situazione, “goda” nel digiunare o dica “ok, mi siedo e guardo te mentre ingurgiti il panino”.

Ci può stare che il Brescia non avesse la stessa fame del Livorno, ma un po’ doveva averne!!! Per se stesso, per orgoglio, per rispetto anche e soprattutto di chi ha pagato un biglietto e un abbonamento, decidendo di venire allo stadio nonostante acqua e pioggia modello autunno.
Un finale più dignitoso era dovuto, visto che in anni passati non ricordo di formazioni pronte a stendere tappeti rossi al Brescia bisognoso di successi. Ecco, mi sarebbe piaciuto che il Livorno almeno sudasse per portare a casa tre punti salvezza, così come mi sarebbe piaciuto vedere il presidente degli amaranto Spinelli seduto qualche posto più in là rispetto ai dirigenti biancazzurri, non proprio al loro fianco. Ma queste, mi rendo conto, sono piccolezze.

Però aspettate, c’è un “sì, mi è piaciuto”. Mi è piaciuto l’applauso che tutto il Rigamonti, curva nord su tutti, ha tributato comunque a fine match alla squadra e a Calori. Un grazie per la stagione, per come è arrivata la salvezza, per aver fatto accarezzare il sogno play off per qualche settimana. Se lo meritano davvero, ripensando a tutto quanto abbiamo vissuto da agosto ad oggi.
Grande esempio quello di domenica, grande spettacolo quello del migliaio di ragazzini in tribuna laterale, pronti a fare il tifo per 90 minuti con bandiere e cori. Ecco, queste due immagini sono perfette come ultimo ricordo del Rigamonti stagione 2011/2012.

Sabato si chiude a Crotone, ultimo match del campionato: io e Cris ci saremo, partenza sabato mattina alle 6 da Bergamo: credo che ne avremo parecchie di cose da raccontare. Io so che rivedrò il mare, ciò mi basta per essere contento.

Postilla prima di chiudere: ieri sera, un occhio aperto e uno chiuso al termine di una giornata lavorativa pesantissima, ho visto il secondo tempo di Napoli-Juve. Rigore per i partenopei, segna Cavani e… e inizia il festival delle bombe. Dalla curva nord occupata dai tifosi del Napoli ne arrivano almeno una ventina, fanno un rumore assordante, tremano perfino le telecamere. Senza contare i fumogeni che quasi non permettono di vedere la partita in tv. Domanda? Perché al Rigamonti se diluvia devi lasciare fuori l’ombrello, e all’Olimpico di Roma puoi portare un arsenale in curva? Perché l’arbitro Brighi non ha sospeso il match, com’era nelle sue facoltà, visto che è espressamente previsto nel comunicato che viene letto prima di ogni partita? Perché devono esistere due “Italie” diverse?
Troppi perché, ho molta più fame del Brescia, vado a pranzare.
In alto i cuori,
Gianluca Magro
g.magro@giornaledibrescia.it

 

Pubblicato: 21 maggio 2012
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