giovedì 17 maggio 2012
 
Pianeta Brescia
di Gianluca Magro & Cristiano Tognoli

Provare a ripartire, ma senza sbagliare marcia

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Arriviamo un giorno in ritardo. Eh sì, l'appuntamento mio e di Cris con il blog è tassativamente fissato per il lunedì; a volte però ci sono dei contrattempi, il lavoro che pressa, tutto quanto va a "minare" la mente per non lasciare la libertà necessaria per scrivere le "nostre cose". Ecco il perché dello slittamento di 24 ore.

In realtà il pezzo lo avevo iniziato ieri pomeriggio, dimenticandomi che toccava a me arrivare al San Filippo per la conferenza stampa di Maifredi. Tutto cancellato e tutto rimandato. Però mi ricordo come avevo iniziato: ovvero dicendo che resto un inguaribile romantico... del pallone, ovvero ciò che non riesco ad essere nelle altre vicende della mia vita. Sì inguaribile romantico, perché arrivando sabato allo stadio ero pronto a scommettere sulla vitoria del Brescia. E più mi avvicinavo al cancello 43 del Rigamonti, più se avessi incontrato qualcuno ero talmente sicuro dei tre punti che avrei rilanciato giocandomi anche il pranzo della domenica.

La mia fortuna è quella di arrivare allo stadio prestissimo, quando a Mompiano fai fatica a incrociare qualcuno fuori, figuriamoci dentro, a parte gli steward sempre presenti e che ringrazio per la celerità con cui mi recapitano il foglio con le formazioni ufficiali, strumento indispensabile per aggiornare il sito del GdB. In realtà in tribuna c'era l'amico Matteo, che bresciano non è ma tifoso del Brescia sì, più di tanti che abitano qui, il quale evidentemente ha avuto buon cuore a non "scroccarmi" due pasti scommettendo con me.

Inguaribile romantico... perché poco dopo le 14 è arrivato in tribuna un papà che teneva per mano un bimbo. Non avrà avuto più di 4 anni, a fatica saliva i gradoni per arrivare al suo posto, ma la scena mi ha scaldato il cuore più del the bollente che bevo prima di arrivare in tribuna stampa, posto numero 10 (in questo sta un poco della mia "cresta alta" :-). Bello, bellissimo, portare allo stadio il proprio figlio piccolo, avvicinarlo al calcio non dalla televisione, ma dalla tribuna, per quanto sia inospitale e lontana dal campo quella del Rigamonti. Avrei voluto andare da quel papà e dirgli grazie, poi era talmente bella l'immagine che me la sono "goduta" dalla mia postazione.

E' stato un fine settimana lungo, intenso, devo dire più per Cris che per me. Il quale ha finito di lavorare sabato in tarda serata, per poi farsi trovare pronto domenica mattina di buon'ora fuori da Villa Corioni. In attesa di un esonero, perché questo era stato il copione fino a due giorni fa, che invece non è arrivato. Scienza c'era, c'è e ci sarà. Si riparte con lui, con l'uomo di Domodossola che adesso non può sbagliare marcia, inserire la retro. L'ho scritto lunedì che il suo compito non è facile, perché tra le altre cose deve riconquistare una piazza che ha sedotto e che ora si sente abbandonata. Dai risultati, dal bel gioco, da quella cattiveria che i ragazzi hanno mostrato e ora paiono aver smarrito.

Sabato siamo a Varese, prima volta per me all'Ossola: so che Cris leggerà come altri (e siete davvero tanti, grazie!) il blog, quindi gli mando un messaggio da qui: ricordati di trovare il ristorante, sto giro tocca a te! E poi vi racconteremo....

In alto i cuori,


  

Gianluca Magro

Pubblicato: 29 novembre 2011
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