Bastone e carota, con il trasloco che incombe
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Lo stadio di Bergamo prima del match: è rimasto comunque deserto...
La delusione con il Sassuolo, lo zuccherino contro l’AlbinoLeffe. Ho aspettato la gara del Primo maggio prima di scrivere il pezzo del blog, forse perché ero sicuro che da Bergamo saremmo tornati con i tre punti. Troppa sulla carta la differenza tra le due squadre, troppa la differenza emersa in campo. Ma al fatto che mi è sembrato di assistere a un’amichevole di inizio settimana arrivo dopo.
Faccio un salto indietro, a venerdì scorso, al ko contro il Sassuolo. Doveva essere il match chiave per la corsa ai play off, può essere che davanti ai neroverdi il Brescia le chiavi per andare avanti a giocare a giugno le abbia lasciate ad altri. Nel fine settimana però più della partita hanno fatto discutere il Brescia Calcio e la Loggia. Da una parte Corioni che dice “porto via la squadra dalla città”, dall’altro il sindaco Paroli che dopo qualche giorno di riflessione dice “peccato, proprio adesso che avevamo pronto il progetto per avvicinare la Curva Nord allo stadio”. Chi ha ragione? In parte entrambi, dal mio punto di vista. Perché Corioni aspetta da 20 anni una risposta sullo stadio, e forse per smuovere le acque in un Paese che ascolta solo chi alza la voce è necessario un gesto eclatante. Dall’altra parte però il sindaco, per provare a scongiurare il trasloco, ha una sola vera carta da giocare: far leva sui tifosi. Poi se mi chiedete quando e se ci sarà uno stadio nuovo a Brescia, la mia risposta è no. Ma non sono un ottimista, quindi mai come stavolta spero di essere smentito…
L'ingresso allo stadio di Bergamo
Resta la notizia, uscita dalle colonne del GdB grazie a Cris: un bravo da parte mia e una pacca sulla spalla, da amico e per la sua bravura come giornalista (
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Bergamo, Primo maggio, AlbinoLeffe. Ha ragione il mio amico Danilo, quando su Twitter mi scrive che questo non è il derby. No, derby è solo con l’Atalanta, questa è una partita come le altre. Da sempre. Lo fu anche nel 2008 quando il Brescia venne cacciato fuori dai play off, figuriamoci ora che loro sono quasi in LegaPro. Si lavora nel giorno della festa dei lavoratori e mi ritengo fortunato. Sì, fortunato, perché penso a quanta gente c’è in piazza o a casa e il lavoro non ce l’ha. Quindi è lontana da me anni luce l’idea di essere uno sfigato se alle 8.30 del mattino sono già in pista. La redazione del GdB è chiusa, mi ospitano i colleghi (anzi, le colleghe, redazione solo al femminile e di ciò sono ben felice!) di Teletutto. Il giornale è chiuso, il sito internet no, giustamente.
Il settore ospiti visto dall'esterno
Appuntamento alle 13 con Cris all’Ortomercato, per poi prendere l’autostrada. Mezzo sole, basta la maglia con le maniche lunghe. Stavolta faccio il passeggero, in un lampo Cris arriva allo stadio. Parecheggio al Lazzaretto, pochi metri dallo stadio, posto che ha un fascino incredibile. La prima volta che ci misi piede era l’aprile del 2000, il mio primo Atalanta-Brescia da giornalista. Dentro era la pace assoluta, fuori a 10 metri da me partivano i lacrimogeni della polizia. Stavolta c’è il deserto fuori dallo stadio: nessuno per le strade, settore ospiti ancora senza un tifoso, spalti che regalano un’immagine desolante. In tribuna troviamo però Andrea, che fino a qualche mese fa collaborava con il GdB e a stretto contatto mio e di Cris.
Niente lavoro, ha deciso di tornare alle origini per un pomeriggio. Assiste come noi a una partita bruttarella, che il Brescia vince non perché gioca meglio, ma perché è più forte. Punto e basta. Vero che nella ripresa i 22 scendono in campo sotto il diluvio, ma i ritmi sono da amichevole e tanto basta per portare a casa i tre punti. Perfino un rigore tirato a mio parere con troppa sufficienza sul fondo passa quasi inosservato.
Il bello di lavorare il Primo maggio è che, finito allo stadio, non devi tornare in redazione a scrivere. Cris si rimette al volante, si muove per le vie di Bergamo come se fosse a Brescia. Le difficoltà che la vita ci presenta lo hanno portato a conoscere fin troppo bene una parte della città, ma se non altro ha capito che la forza dei Tognoli va oltre qualsiasi ostacolo.
Il ritorno da Bergamo sotto il diluvio
Diluvia a Bergamo, diluvia in autostrada, diluvia a Brescia: amo la musica, penso ai concerti all’aperto del Primo maggio, a chi probabilmente non vedeva l’ora di suonare e non ha potuto farlo. Intanto mancano quattro gare alla fine, prossima tappa dopo la gara con il Varese la trasferta a Bari. Sento già odore di mare.
In alto i cuori,
Gianluca Magro
g.magro@giornaledibrescia.it
Pubblicato: 2 maggio 2012
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