Brescia-Modena, la curva nord
Michele Arcari, il portierone (foto Reporter)
Lo strisdione appeso fuori dalla tribuna centrale
Il cartellone "modificato" sotto la tribuna centrale
Il riscaldamento dei giocatori del Brescia
La neve a Verona fotografata dalla macchina
Sole timidissimo verso Vicenza
L'antipasto di Cris alla Taverna degli Artisti
Il semifreddo ordinato da Cris
La Taverna degli Artisti di Cittadella
Sì, viaggiare. Con un amico come Gianlu, con una squadra per amica. Alè, espugnata anche Empoli. Ed espugnata anche “La ghiotta”, una trattoria nel centro della cittadina toscana che sa il fatto suo.
Trasferta lunghettina, ma quando la compagnia è giusta tutto scivola via al meglio e lo rifaresti già il giorno dopo. Al timone ci va il buon Gianlucone. Stavolta Tognoli fa lo Schettino. La cena del giorno prima, coincisa con il mio compleanno, m’ha riempito pancia ed occhi. Ma tra un’occhiata ai giornali, la scelta tra la Cisa e Bologna (buona la seconda), discorsi di vita quotidiana e considerazioni sul difficile match che c’aspetta, il tempo scivola via che è un piacere. Sono convinto che tra venti-trent’anni rimpiangeremo queste giornate nelle quali rubiamo tempo ai nostri affetti, ma che ti rimangono dentro.

La Ghiotta, un nome un perché, non aspetta che noi. Ormai ci siamo fatti conoscere in giro per l’Italia e riusciamo a farci servire da mangiare già a mezzogiorno. Il lavoro chiama.

Eccoci allo stadio. Cattedrale nel deserto. “Ormai un ci viene più nessuno…”. Ogni volta che ci vengo mi sorprende il fiume, che poi altro non è che l’Arno, che lo costeggia. Stradine isolate per arrivarci. Ripenso ai racconti degli scontri anni ’80-90: non dev’essere stato tanto piacevole trovarsi lì in mezzo, senza vie di fuga. Il Brescia controlla il gioco nel primo tempo, dilaga nella ripresa. Che squadra, ragazzi. Clicca qui per vedere il pre-partita. Il dopo gara è la solita jungla tra interviste da raccogliere, pezzi da scrivere prima che ti caccino e una piccola soddisfazione: la porta che conduce al campo è aperta. Entro, calpesto, fingo un gol. Sempre bello, anche se nella penombra. Il viaggio di ritorno si nutre della… vocina captata in sala stampa (mitico Leo…nuco) e di una mitica sfida a Sarabanda. Playlist anni ’80: da “Storie di tutti i giorni” a “Il mare d’inverno” fino a “Tanz Bambolina”. Gianluca è imbattibile. Le sa tutte.
Da sabato a martedì il salto è tale che nemmeno te ne accorgi. Se non fosse che di mezzo c’è… una fitta nevicata. Che condiziona, di più rovina la gara con la Juve Stabia. Zero a zero com’era nel destino. In bianco si comincia, in bianco si finisce. Se ci penso ho ancora freddo. Nonostante doppio paio di calze, calzamaglia, maglioncione, due berrette, piumone col pelo e guanti. Perché in Italia ci si faccia tanto male a rovinare uno spettacolo come il calcio per me resta un mistero. Bisognerebbe sondare nel mondo del masochismo. E non mi va. Ma mi restano negli occhi i movimenti di gente che saltella sul proprio posto, anche se coperto e numerato. Piccoli grandi eroi. Ai quali si poteva però risparmiare quella punizione…
Cristiano Tognoli
Così la Curva Nord ha ricordato domenica Mero- Foto Reporter Davide Elias
Vittorio Mero bacia la fede dopo un gol alla Reggina
Il sorriso di El Kaddouri dopo la rete alla Nocerina-Foto Reporter Davide Elias
Sintesi: Brescia - Nocerina
Dada Merighetti felice dopo la vittoria a Cortina-Foto AP
Il favoloso baccalà alla vicentina
L'altrettanto splendido bollito con salse
I tifosi del Brescia a Vicenza
Il Menti visto dall'esterno
Il diesse del Napoli Bigon allo stadio Menti
Il Menti visto dall'interno
Sintesi Vicenza - Brescia:
Uno dei tanti striscioni appesi in piazza
Piazza Loggia e gli ultras biancazzurri
Piazza Loggia e gli ultras del Brescia
Sintesi Brescia - Crotone:
Fine gara, i giocatori del Brescia festeggiano
L'inaugurazione della nuova sede del Parma
Longhi, Prandelli e Ghirardi alla presentazione della sede del Parma
Il maltempo sulla Cisa andando verso Livorno
Stadio Picchi, una curiosa entrata riservata
la curva del Livorno, solitamente piena, desolatamente vuota
Ancora Cisa, ma stavolta il cielo è limpido
Partita all'ora di pranzo, si cambia allenatore. Come l'anno scorso con il Chievo, quando a fare le valigie fu Beretta, così è successo anche stavolta. Brescia-Bari 1-3. Si saluta Beppe Scienza. L'esonero è servito con l'amaro. Anche se in realtà bisogna aspettare, chissà poi perché, la colazione di lunedì mattina per ufficializzarlo.
E pensare che stavolta, io che al contrario di Gianluca allontano le sensazioni (soprattutto quelle positive) avevo preso la strada del Rigamonti convinto che stavolta sì, si sarebbe tornati a vincere.
Un giretto alla fiera del mio quartiere (Crocifissa di Rosa, ma ci tengo a specificare che lo è diventato da sposato perché rivendico la mia originalità a San Faustino), un'occhiata a bancarelle che mi riportano sempre alla canzone di Baglioni "Porta Portese", gli occhi lasciati sul banco dei dolciumi (c'erano delle paste di mandorla sensazionali) ed è già ora di andare allo stadio.
Dover andare a lavorare a quest'ora è un rischio con il mangiare. Come rimanere su un taglia fuori a basket. Che fare? Colazione tardi, con il rischio di avere una crisi di fame a partita ancora in corso? Pranzo anticipato, con il rischio che lo stomaco ti dica "di qua, essendo le 11, pasta e carne non passano caro mio"? Ho scartato la prima ipotesi, ho provato la seconda e mi sono tenuto un bruciore tra esofago e trachea che te lo raccomando… Un paio di brioches salate e poi mi sono abbuffato di dolci. Tanto valeva farlo a colazione…
Mi butta lì un collega di un'emittente nazionale: "Addolciamoci il palato che con quello che ci aspetta...". Tiè. Menagramo d'un menagramo. E infatti…
In tribuna stampa Gianluca è già piazzato. ‘Namo a vedè che vogliono sti scienziati del Bari, avremmo detto Carlo Mazzone. E gli scienziati senza inventarsi nulla fanno polpette di quel che resta del Brescia. Sì, quel che resta di una squadra che non esiste più.
Che Scienza venga esonerato lo capiamo già a metà ripresa. Non un gran scelta farlo uscire di nascosto dallo stadio senza fargli aprire bocca, umiliante e inaccettabile obbligarlo a svolgere l'allenamento del lunedì. Di scarico.
La curiosità di conoscere Calori come allenatore è tanta. Lo ricordo da giocatore. Serietà e professionalità sono state le sue linee guida. Come dimenticare quel gol in Perugia-Juventus? Rimarrà per sempre nel cuore di tutti gli antijuventini. Lo scruto durante la presentazione, voglio credere (attenzione: non illudermi) che sia l'uomo giusto. Di certo è l'ultima speranza.
Fra tre giorni si torna già in campo. A Livorno. Caro Gianlu, anche il mare d'inverno ha il suo fascino. Vedrai.
Cristiano Tognoli
L'ingresso dello stadio Ossola
I giardini Estensi e Parco Mirabello di Varese
La trippa del ristorante il Mattarello
Ornella Vanoni al "Mattarello" di Varese
L'interno dello stadio Ossola
Il posto riservato a Lupo Alberto allo stadio Ossola
Un omaggio a Beppe Zanardelli dell'Agenzia Reporter
Ascolta la sintesi:
Arriviamo un giorno in ritardo. Eh sì, l'appuntamento mio e di Cris con il blog è tassativamente fissato per il lunedì; a volte però ci sono dei contrattempi, il lavoro che pressa, tutto quanto va a "minare" la mente per non lasciare la libertà necessaria per scrivere le "nostre cose". Ecco il perché dello slittamento di 24 ore.
In realtà il pezzo lo avevo iniziato ieri pomeriggio, dimenticandomi che toccava a me arrivare al San Filippo per la conferenza stampa di Maifredi. Tutto cancellato e tutto rimandato. Però mi ricordo come avevo iniziato: ovvero dicendo che resto un inguaribile romantico... del pallone, ovvero ciò che non riesco ad essere nelle altre vicende della mia vita. Sì inguaribile romantico, perché arrivando sabato allo stadio ero pronto a scommettere sulla vitoria del Brescia. E più mi avvicinavo al cancello 43 del Rigamonti, più se avessi incontrato qualcuno ero talmente sicuro dei tre punti che avrei rilanciato giocandomi anche il pranzo della domenica.
La mia fortuna è quella di arrivare allo stadio prestissimo, quando a Mompiano fai fatica a incrociare qualcuno fuori, figuriamoci dentro, a parte gli steward sempre presenti e che ringrazio per la celerità con cui mi recapitano il foglio con le formazioni ufficiali, strumento indispensabile per aggiornare il sito del GdB. In realtà in tribuna c'era l'amico Matteo, che bresciano non è ma tifoso del Brescia sì, più di tanti che abitano qui, il quale evidentemente ha avuto buon cuore a non "scroccarmi" due pasti scommettendo con me.
Inguaribile romantico... perché poco dopo le 14 è arrivato in tribuna un papà che teneva per mano un bimbo. Non avrà avuto più di 4 anni, a fatica saliva i gradoni per arrivare al suo posto, ma la scena mi ha scaldato il cuore più del the bollente che bevo prima di arrivare in tribuna stampa, posto numero 10 (in questo sta un poco della mia "cresta alta" :-). Bello, bellissimo, portare allo stadio il proprio figlio piccolo, avvicinarlo al calcio non dalla televisione, ma dalla tribuna, per quanto sia inospitale e lontana dal campo quella del Rigamonti. Avrei voluto andare da quel papà e dirgli grazie, poi era talmente bella l'immagine che me la sono "goduta" dalla mia postazione.
E' stato un fine settimana lungo, intenso, devo dire più per Cris che per me. Il quale ha finito di lavorare sabato in tarda serata, per poi farsi trovare pronto domenica mattina di buon'ora fuori da Villa Corioni. In attesa di un esonero, perché questo era stato il copione fino a due giorni fa, che invece non è arrivato. Scienza c'era, c'è e ci sarà. Si riparte con lui, con l'uomo di Domodossola che adesso non può sbagliare marcia, inserire la retro. L'ho scritto lunedì che il suo compito non è facile, perché tra le altre cose deve riconquistare una piazza che ha sedotto e che ora si sente abbandonata. Dai risultati, dal bel gioco, da quella cattiveria che i ragazzi hanno mostrato e ora paiono aver smarrito.
Sabato siamo a Varese, prima volta per me all'Ossola: so che Cris leggerà come altri (e siete davvero tanti, grazie!) il blog, quindi gli mando un messaggio da qui: ricordati di trovare il ristorante, sto giro tocca a te! E poi vi racconteremo....
In alto i cuori,
Gianluca Magro