Il lungomare di Reggio
Il saluto delle squadre prima del fischio d'inizio
Pillon, espulso, irrequieto sul "terrazzino" della tribuna
Si parte presto sabato mattina...
La Trattoria del pesce fresco nel centro di Reggio
Paccheri al sugo di totani
Il ricco antipasto
Mare e spiaggia...
Il Bentegodi vuoto, alle 19
Tifosi del Brescia nel settore ospiti
Un momento del match
Gli "Svizzeri", tifosi del Brescia a pranzo come noi alla Rana
Il riscaldamento del Brescia al Braglia
Trattoria La Rana
Gramigna con ragù di salsiccia
Un cotechino da competizione...
Ci alziamo soddisfatti, il bicchiere di lambrusco ottimo contorno ai piatti messi in tavola. Da Marzaglia a Modena sono 8 km, allo stadio il Brescia entusiasma tanto se non di più dei piatti gustati a pranzo. Mentre torniamo a casa la mente è già al Grosseto: lungo la A22 incrociamo il pullman delle rondinelle, mi immagino che stia viaggiando verso i play off. E la conferma arriva martedì sera: stavolta il clima è estivo, la doppietta di Caracciolo e il capolavoro di Scaglia sembrano i fuochi d’artificio di Ferragosto. Il Varese perde a Vercelli, il sesto posto è realtà, il pullman del Brescia non si ferma e va veloce. Lunedì si fa tappa a Verona, anche se per molti non è così io lo vedo come derby: del tifo, del Garda, di quello che volete, ma non cambio idea.
Il pullman del Brescia sulla A22
Tifosi del Cesena al Rigamonti
Antefatto: ore 10 di sabato mattina, sono in redazione a curare il sito internet del GdB. Succede così quando le rondinelle giocano in casa: al lavoro dalle 8.20, poi pranzo alle 13 e partita alle 15 con successivi articoli per il web e il giornale cartaceo. Dicevo, suona il telefono. “Pronto…pronto”, sento sussurrare dall’altra parte. Penso a uno scherzo, a qualcuno che si è svegliato presto come me di sabato e ha tempo da perdere. “Pronto..pronto…” insiste. “Sono Cristiano…”. “Cris????”, rispondo io sorpreso. Sì, è lui, il mio amico e collega. Afono, completamente, senza voce. Come un giocatore che si sveglia con la caviglia gonfia. La conclusione è semplice: la radiocronaca, povero, in quelle condizioni non può farla, veniamo “promossi” io ed Erica. “Tranquillo, andrà bene” mi dice al telefono Cris e me lo ripete allo stadio. E’ la pacca sulla spalla metaforica che mi serve, visto che dopo la sua telefonata ho passato un’ora a stamparmi numeri e curiosità che possano diventare utili.
Bartosz Salamon al Rigamonti
A fine partita ci guardiamo, io, Erica e Cris, sembra che abbiamo vinto i Mondiali. In realtà la squadra che seguiamo con passione è soltanto salita a 49 punti. Ma tanto basta per avere un sorriso grande . Forse è anche perché siamo riusciti a “portare a casa la pelle”, ovvero arrivare al 93’ senza troppi impappinamenti. Sabato a Modena Cris tornerà al suo posto, sabato faremo la solita tappa alla Rana dove ci aspetta buona cucina a poco prezzo. Meno sette alla fine, adesso posso smettere di guardarmi le spalle: male che vada, a fine agosto, saremo ancora qui. In serie B.
In alto i cuori
Gianluca Magro
g.magro@giornaledibrescia.it
E45, sulla via del ritorno
La carta di riserva per il pranzo a quel punto diventa Modena. Dove però i nostri posti fidati ("Barchetta" di Campogalliano e "La Rana" di Marzaglia) sono pieni o chiusi; proviamo allora la novità "Magnagallo" sempre a Campogalliano. La comodità sta nell'ubicazione: subito fuori l'uscita autostradale. Locale elegante, mangiare abbondante anche se non proprio a buon mercato. Si va di gnocco fritto, tigelle, salumi e formaggi, un primo di ravioloni con patate, noci e formaggi, un lambrusco consigliato dal maitre (forse è quello che ci ha fregato?) e un buffet di dolci (torta di amaretti e quella di cioccolato: super) che risolleva il morale.
Meccanico alle prese con la nostra auto
Lo stadio di Terni dall'esterno
Dagli spalti del Liberati, come essere in campo
Si gioca sotto la pioggia
Il viaggio di ritorno è lungo come lo sono tutti quelli dopo una sconfitta. Rivedi mentalmente il match, pensi alle prospettive a una settimana da riorganizzare anche giornalisticamente. Con zero punti tutto pesa di più. Ma la compagnia aiuta ad anestetizzare la delusione. Siamo una bella squadra. Ed è questo il risultato più grande.
Cristiano Tognoli
Fiori per la mamma di Vittorio Mero
Lo stadio Piola visto da dentro
la targa in ricordo di Silvio Piola
Lo stadio Piola visto da fuori
I fantastici tifosi della Centrale del Latte Brescia
Il palazzetto di Verona
Cris prima della radiocronaca a Verona
Lo stadio Braglia ridotto ad acquitrino
Ristorante La Torre, l'antipastone
Il centro di Lanciano
Il ristorante La Torre all'interno
Spaghetti pomodoro e mozzarella
I tortelloni di Cris
Il "Biondi" visto da fuori
Il "Biondi" visto da dentro
Il pullman del Brescia arriva allo stadio
Marco Mengoni, vincitore del Festival di Sanremo
Calori alla fine resta al suo posto, almeno fino a sabato, quando alle 18 saremo al Braglia per affrontare non la capolista, ma quel Modena di Marcolin (bresciano doc, un amico) che dopo la vittoria a Livorno si sente come Marco Mengoni sul palco dell’Ariston.
Posso fare una parentesi sul Festival di Sanremo? Posso, il blog è mio e di Cris e oggi lui non lavora, quindi per dirla come Abatantuono “spadroneggio”. Mengoni ha una grande voce, si presenta pure con la banana rockabilly, quindi pollice alto per il suo successo. Ho apprezzato anche Silvestri (ma lo adoro da anni, sono di parte) e ovviamente gli “Elii”: da musicista non potrebbe essere altrimenti, sono a dir poco mostruosi. Non è un caso che gli elementi dell’orchestra si siano alzati in piedi ad applaudirli e che la critica li abbia premiati.
Detto ciò, si è discusso molto sul fatto che negli ultimi cinque anni, tranne la parentesi Vecchioni, il vincitore sia arrivato da un reality musicale. Penso che molto dipenda dal televoto, da chi – i ragazzini - quei cantanti li vede, li conosce e li ascolta grazie alla tv e non ai cd (purtroppo). Concordo però con il bresciano Mauro Pagani (8 al suo lavoro) su un punto: questi ragazzi possono piacere o non piacere musicalmente, ma arrivano preparati all’appuntamento. Perché sanno stare davanti a una telecamera, perché sanno tenere il pubblico sapendo cosa significa esibirsi davanti a una platea, perché alla fine cantano ogni giorno per studiare e migliorare la loro voce, la loro tecnica. Detto ciò, mi manca a Sanremo il Vasco di turno che con “Vado al massimo” mi spiazza e mi fa innamorare….
Parentesi lunga? Avete ragione, ma quando il Brescia perde al posto di “buttarla in vacca”, per me è meglio buttarla in musica… Sabato a Modena alla squadra serve un tempo tirato, tipo swing anni ’50 (ci vorrebbe il mio amico e fratello Gianluca Bentoglio alla batteria), altrimenti il rischio è che Calori sia costretto a fare i bagagli. La possibilità c’è, inutile nasconderlo, succede sempre così nel calcio e non solo da noi: non puoi cacciare i giocatori, cambi allenatore. Scelta che personalmente non farei, visto il lavoro dell’Alessandro da Arezzo a Brescia e visto che un campionato mediocre continua a lasciare il treno play off fermo in stazione, ad aspettare chiunque voglia salirci.
In alto i cuori (dedicato a zio Ettore)
Gianluca Magro
g.magro@giornaledibrescia.it
La "curiosa" copertina del giornale distribuito allo stadio
Lo stadio Euganeo vuoto
Squadre schierate all'Euganeo