Viktor Orban (AP Photo/Bela Szandelszky)
Mentre l'Unione è alle prese con una profonda crisi economica ed il rischio reale di tracollo dell'euro e pure con le agenzie di rating, le loro triple A o le doppie B, il Vecchio Continente sembra andare alla deriva anche politicamente.
Tucidide approda a Budapest dove ne stanno succedendo davvero di brutte, il governo dell'ultranazionalista Viktor Orban che controlla il Parlamento con una maggioranza solidissima, sta provando a cambiare la rotta della struttura liberaldemocratica dello Stato ungherese.
Una vera e propria aggressione a mano armata che davvero riporta l'Ungheria indietro di cento anni rspetto alla storia della democrazia. Lo stadio prodromico di questa emergenza è stato l'annuncio, un anno e mezzo fa, dell'intenzione di consegnare alla minoranza magiara in Slovacchia un passaporto ungherese. Il modo migliore per far scattare tensioni inter-etniche nel cuore dell'Europa, roba da guerra civile. Per fortuna la Slovacchia ha disinnescato la cosa con una legge che avrebbe privato della cittadinanza slovacca tutti i membri della minoranza ungherese che avessero deciso di prendere il passaporto del loro paese di origine.
Ma questo è stato solo l'inizio, nei mesi successivi il governo ungherese ha innanzitutto presentato una legge volta a "equilibrare" il ruolo dei media, di fatto limitando il potere di critica della stampa. La sollevazione dell'Unione europea ha fatto in modo che la legge fosse successivamente modificata, ma nel frattempo quel satanasso di Orban si è messo in testa di modificare la costituzione e lo ha fatto facendo entrare in vigore una nuova Carta dal 1° gennaio per fortuna la Corte Costituzionale prima di essere limitata ha abrogato parte della legge sui media In particolare, la Corte ha bocciato l’articolo che obbligava i giornalisti a rivelare le fonti in alcuni casi. Con la nuova carta però vengono posti vincoli pesanti sulle libertà di stampa e di religione, per i diritti delle donne e l’indipendenza dei giudici e della Banca centrale.
Un bel pasticcio a cui l'Europa prova a dare risposta, forse tardivamente. A danno fatto.
Bruxelles ha adesso aperto la procedura di infrazione su ben tre dossier: Banca centrale, autonomia dei giudici e privacy. Basta sapere che secondo le nuove leggi il ministro delle finanze può partecipare direttamente alle riunioni del "board" della Banca centrale, la cui agenda deve essere inviata al governo prima della riunione.
Adesso l'unica leva che l'Europa può muovere per sbloccare la situazione ungherese è quella economica, con la richiesta di prestiti a Bce e Fmi. Nemmeno un euro arriverà finché Orban non sarà disposto a venire incontro alle richieste di Bruxelles.
Questo in estrema sintesi.
Ma la situazione complessiva è davvero preoccupante.
Budapest è un campanello d'allarme per tutti.
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