giovedì 23 maggio 2013
 
Tucidide
di Carlo Muzzi

L'idea di Media Potenza

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Nessuno lo dice, molti lo pensano, pochi lo capiscono. Se si dovesse definire l'Italia prima di tutto si dovrebbe dire che è una media potenza.
Un concetto poco studiato, una definizione di difficile reperibilità nella letturatura delle relazioni internazionali. Ma esattamente cosa è una media potenza?
Se si fa una ricerca su internet inserendo il termine inglese "middle power" tra i primi risultati si trova un articolo scritto su The Jakarta Post nel 2009 da un diplomatico indonesiano, Santo Damosurto, che nel suo ragionamento per sostenere che l'Indonesia è una media potenza, tira in ballo Giovanni Botero, filosofo italiano e consigliere dei Savoia nella seconda metà del '500. Mr. Damosurto non è certo il primo ad essersi accorto di Botero e della sua classificazione degli Stati che compare nel Libro I dell'opera "Della Ragion di Stato". Infatti, nell'appendice di Power Politics, Martin Wight, mentre tratta della misurazione della potenza cita proprio il filosofo italiano.
Ma cosa dice Botero? "De Dominii altri sono piccioli, altri grandi, altri mezani". Ovviamente i "mezani", che in un'altra parte del testo chiamerà "stati mediocri", sarebbero le medie potenze; nello specifico: "Mediocre è quello che hà forze, autorità sofficiente per mantenerli, senza bisogno dell'altrui soccorso". Insomma sono potenze che possono difendersi da sole senza l'aiuto di nessun alleato. Certo il sistema internazionale nel '500 era un po' differente da come è oggi, ma l'analisi è comunque ottima e innovatrice visto che introduce, come sostiene sempre Wight, un modello machiavelliano nel trattare l'effetto della grandezza degli Stati sulla loro potenza e sicurezza. E proprio sulle medie potenze tre pagine dopo Botero ci dice: 

"Ma se bene la mediocrità è più atta alla conservatione d'un Dominio, che gli eccessi d'essa , durano nondimeno poco gli Stati mediocri; perche i Principi non se ne contentano, ma di mediocri vogliono diventar grandi, anzi grandissimi; onde, uscendo fuor de' termini della mediocrità, escon anche fuor de' cófini della sicurezza .... ma se il Prencipe conoscesse i i termini della mediocrità , e se ne  contentasse, il suo Imperio sarebbe durabilissimo".


Da quel momento in poi le cose si complicano, nel senso che i ragionamenti sulle medie potenze prendono un'altra via. Il filosofo tedesco Herder per esempio parla di Mittelmacht, ma in un senso differente, esclusivamente geografico, Potenza di mezzo riferendosi alla Prussia, che ovviamente nei suoi propositi non poteva essere una media potenza, bensì una potenza di mezzo con ambizioni di espansione o comunque in grado di svolgere il ruolo di holder of the balance nel Vecchio Continente, ovvero garante dell'equilibrio di potenza. Si è poi passati al concetto di Zwischenmacht, quindi situata nel cuore dell'Europa ma anche forte abbanstanza per agire come stato cuscinetto efficiente. La storia ha mostrato che la Germania e chi la guidava ha commesso l'errore strategico ben espresso da Botero, ovvero andare ben oltre i propri confini geografici e di sicurezza.
Una nuova letteratura sulle medie potenze è comparsa però nel Secondo dopoguerra, ovviamente in Stati che si sono resi conto di vivere in questa condizione, ad esempio il Canada dove ci si è interrogati molto sul tema. Ad ogni modo  l'idea di media potenza è stato percepita come quella di un attore dalla politica estera creativa: facilitatore nelle questioni diplomatiche internazionali e conseguentemente protagonista nelle operazioni di peace-keeping (come hanno fatto anche Stati scandinavi, Svezia, Norvegia e Danimarca); ma allo stesso tempo si possono considerare medie potenze quegli Stati che hanno un elevato benessere economico e sono al contempo rette da un sistema democratico e quindi politicamente stabili.

L'Italia potrebbe appartenere a questa categoria con Australia e appunto Canada e Norvegia. Ma a questo siamo nella stretta attualità, in cui alle medie potenze tradizionali si aggiungono quelle emergenti.  Della situazione odierna ne parleremo nel prossimo post. 
 
 

Pubblicato: 25 aprile 2012
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