giovedì 17 maggio 2012
 
Tucidide
di Carlo Muzzi

Gli eroi nell'era post-eroica

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La scorsa settimana mi sono dedicato agli eroi (e poco a Tucidide). Mettiamola così ho fatto anche altro, ma la mia fantasia è stata solleticata soprattutto dagli eroi, il che per altro mi ha permesso anche rientrare in contatto con un mio ex professore dell'Università, Carlo Galli, che al tempo insegnava Storia del pensiero politico contemporaneo e oggi invece insegna Dottrine Politiche all’Università di Bologna.

Ma perché Carlo Galli e perché gli eroi?

Perché l'editrice il Mulino sta pubblicando una collana, curata proprio dal succitato prof. Galli, di sette volumi esclusivamente dedicata alle figure eroiche in sette campi dell’agire umano dalla guerra alle scoperte alla libertà allo sport.

Scarica la locandina della collana de il Mulino

Le ragioni che hanno spinto il professore a promuovere un’iniziativa editoriale sull’argomento sono innanzitutto filosofiche: la logica del contrattualismo e del razionalismo hanno spazzato via una tradizione che poggiava sull’idea delle “vite esemplari”, ma in fondo il progresso della società è ancora legato all’azione esemplare di coloro che anche adesso potremmo chiamare eroi.

L’intervista completa è in uscita sulle pagine della cultura del Giornale di Brescia. Ci ho pensato un po’ su e per completare la questione eroica vorrei metterci una mia testimonianza diretta. A partire dal fatto che condivido appieno l’idea secondo cui anche adesso abbiamo bisogno di eroi. Altrimenti chi ci farebbe davvero battere il cuore.


E allora se io penso a un eroe penso a qualcuno che si sacrifica per il bene degli altri. E che come tutti gli eroi viene sopraffatto dalle situazioni, (perché come dice anche il prof.Galli “un eroe di solito ci rimane in mezzo”) Naturalmente se si parla di eroi si va davvero sul personale e allora anche io ci metto qualcosa di personale in questo post (per lo meno più del solito).

 

Un eroe secondo me è Sergio Vieira de Mello, il capo della missione Onu ucciso nell’attentato alla sede di Baghdad il 19 agosto 2003 (lui era il candidato designato alla successione di Kofi Annan come segretario genrale dell’Onu). Ma per ricordarlo preferisco utilizzare le parole di Paolo Lembo, oggi capo-missione dell’Undp in Iraq, un mio amico, una figura di riferimento per la mia formazione.

 

Lembo, più o meno due anni fa, scriveva questa mail dal suo ufficio di  Amman a me e a Michele:

 “Ecco una notizia che sicuramente voi gia’ conoscete ma siccome e’ nel vostro territorio mi fa particolarmente piacere ri-dividerla con voi:  hanno finalmente deciso di dedicare  una piazza a Sergio Vieira de Mello in Italia, a Bologna,  una notizia che mi ha riempito di gioia. E di orgoglio.  Quelli che leggeranno il suo nome su di una targa di marmo all’angolo di un palazzo di una piazza, sopratutto i piu’ giovani,  certamente ne sapranno poco, ma potrebbero andare ad informarsi sulla vita  che c’e’ stata  dietro quel nome e sui principi che la hanno ispirata.  Ed imparare, forse, che ci sono molti buoni motivi, per vivere questa nostra breve avventura terrestre con un po’ piu’ di immaginazione  morale”

Questo è il modo in cui si racconta di un eroe.

 

Pubblicato: 18 aprile 2011
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