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BAGNOLO

Dopo la paura, Paolo incontra gli angeli che lo hanno salvato


Bassa
13 set 2017, 06:40

Sul palco Paolo era un po’ frastornato, circondato dall’attenzione e dall’affetto di tutta la comunità di Bagnolo, che da quel maledetto 9 luglio lo ha come adottato e protetto con un grande abbraccio.

È lui stesso, insieme al papà Giancarlo Zanini, a donare una targa ricordo a quegli «angeli» intervenuti subito dopo l’arresto cardiaco che lo ha colpito in campo mentre giocava una partita di pallone all’oratorio di Porzano di Leno.

Sorride emozionato mentre il padre, con il groppo in gola, ringrazia tutti pubblicamente, ancora una volta.

«È solo grazie a voi - ha detto riferendosi ai primi soccorritori - se anche stasera posso riabbracciare mio figlio e averlo qua vicino a me. Grazie a tutti quelli che ci sono stati vicino».

L’idea di premiare con un riconoscimento chi ha salvato la vita di Paolo è stata del direttivo della Pro loco di Bagnolo Mella guidata da Guido Rossini, che nella giornata di chiusura della fiera della Bassa Bresciana ha voluto pubblicamente rendere il merito a Nicola Bazzana, Roberto Spagnoletti, Antonio Politi, Federico Laffranchi, Lorenzo Ziletti, Luca Scaratti, Sara Giovanardi e Carlo Bignetti.

Sono loro gli angeli di Paolo che quella domenica erano a bordo campo a guardare la partita, ad osservare i propri figli giocare a pallone, quando hanno avvertito il pericolo e sono subito intervenuti. Alcuni di loro sono medici, lavorano in ospedale a Manerbio e non hanno perso un attimo.

«Pur avendo a che fare quotidianamente con episodi di questo tipo - racconta Carlo Bignetti - non è stato facile. Vedere un ragazzino che si accascia sul campo per un arresto cardiaco è dura da affrontare, ma, superato il momento inziale, abbiamo fatto quanto dovevamo».

«Da mamma - ricorda Sara Giovanardi - mi sono spaventata molto. Poi quando sei lì sai quello che devi fare e allora ti metti in gioco, ci provi pensando che potrebbe essere tuo figlio».

«Il nostro intervento - aggiunge Luca Scaratti - è stato importante e tutto è finito bene anche grazie all’intervento dei sanitari di Leno e Manerbio, dell’automedica di Montichiari e dell’elisoccorso di Como».

Insomma il peggio è passato anche se lo spavento è stato tanto, soprattutto per i familiari che ancora oggi non riescono a dimenticare quanto successo. «Alcune notti - rivela il papà - mi sveglio in preda alla paura. Poi vado in camera di Paolo, lo vedo dormire e mi rassereno».

Paolo sta bene, sorride e spera di poter tornare presto a giocare a calcio. «Adesso - dice - ricomincio l’attività sportiva con tennis e nuoto. Il pallone per ora può aspettare».

 

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