RAGUSA
"... Fare un salto, che so, a Modica, Ragusa, Scicli...".
"Un bel programma, ma bisogna prima informarsi. Non vorrei che mentre ci siamo noi girassero lì qualche episodio della serie televisiva... li fanno proprio in quei posti... e se putacaso mi vengo a trovare faccia a faccia con l'attore che fa me stesso...". È una delle prime conversazioni tra il commissario Montalbano e Livia, nell'ultimo romanzo dedicato al poliziotto più conosciuto d'Italia, "La danza del gabbiano", edito da Sellerio 2009.
Il vero commissario ha paura di incontrare l'attore Luca Zingaretti, che gli dà il volto nella fiction, e grazie alla penna di uno scrittore come Camilleri, la finzione diventa momento letterario. Non solo. Grazie a Camilleri e al regista dello sceneggiato, Alberto Sironi, insieme allo scenografo Luciano Ricceri, gli spettatori sono venuti a conoscenza di una parte di Sicilia spesso tralasciata dai tour classici della regione.
Proprio quella Modica, quella Ragusa (rigorosamente Ragusa Ibla) o quella Scicli in cui sono state girate alcune scene dei numerosi episodi della serie. A cominciare da una frazione come Punta Secca, a Marina di Ragusa, dove c'è la casa di Montalbano, con tanto di verandina e terrazzina affacciate direttamente sulla spiaggia e dalle quali si godono tramonti che aprono il cuore.
Una casa che è un bed and breakfast nella quale si può trascorrere una piacevolissima vacanza, curati e coccolati dalle "Adeline" del paese che vi prepareranno la colazione e sistemeranno la vostra stanza. Per entrare ancora di più nell'atmosfera cinematografica si può decidere di pranzare o cenare dal famoso "Enzo" a mare (il cuoco si chiama però Antonello), un ristorante direttamente sulla spiaggia, dove sotto il canizzato si potranno assaporare piatti di pesce fresco cucinato alla griglia o squisiti spaghetti alle vongole o allo scoglio.
Quindi avendo qualche giorno di tempo si possono visitare i diversi luoghi in cui leggendo i libri di Camilleri immaginiamo si muova il commissario Montalbano e pure quelli che la fiction ci ha fatto conoscere.
Luoghi letterari come Vigata, Marinella, La Mannara, Montelusa, che in realtà hanno nomi come Punta Secca, Ragusa Ibla, Modica, Sampietri o Donnafugata. Città che si possono visitare sia pensando di seguire le tracce del commissario, ma anche godendosi la loro bellezza, i ridondanti palazzi barocchi, le voluteggianti chiese, gli stretti vicoli in cui godersi un po' di ombra e di fresco o le sterminate distese di colline gialle riarse dal sole punteggiate dal verde degli ulivi.
Seguendo Montalbano si conoscono scorci incredibili di quella che viene considerata - a torto - Italia minore.
A Ragusa Ibla si può immaginare lo splendore della città prima del terremoto che la distrusse nel 1693, ammirando il portale gotico-catalano di San Giorgio, unico esempio rimasto. Singolare il vicino campanile di San Domenico, decorato con maioliche colorate. Il duomo dedicato a San Giorgio domina sui ricchi palazzi barocchi.
Modica, dalla pianta a Y rovesciata, offre scorci di grande impatto scenografico, come la chiesa di San Giorgio al culmine di una scalinata di 250 gradini. Poi il resto della cittadina parla barocco. Così come la vicina Scicli. Vale poi la pena una visita al castello di Donnafugata, non solo per la singolare villa fatta costruire dal barone Corrado Arezzo, ma anche per i suoi splendidi giardini, con un raro esempio di labirinto in pietra.
Daniela Zorat