Volvo propone una versione «Polar» praticamente
su tutta la sua gamma di vetture dalla C30 alla XC90
BOLOGNA - In principio furono 240 e 940: erano gli anni Settanta quando la filiale italiana della Volvo, prima in Europa, inventò la versione Polar delle inarrestabili station wagon. A determinare questa scelta fu essenzialmente l'esigenza di garantire al mercato italiano un modello made in Svezia che - mantenendo affidabilità, solidità e sicurezza del marchio scandinavo - potesse competere con le tedesche, in particolare la Vw Passat, con qualche piccola rinuncia sul piano degli allestimenti.
Fu subito successo: Volvo 240 e 940 Polar (l'insegna dell'orsetto polare fu presa da un caravan) aprirono un nuovo target di clientela, che prima era rimasta lontana da Volvo semplicemente per i prezzi. Il boom di queste due vetture durò addirittura un ventennio, esaurendosi alla metà degli anni Novanta dopo due milioni di esemplari prodotti. Ora che la crisi è tornata a mordere Volvo Italia reinventa la Polar, ma anziché farne un nuovo modello, ne fa una linea che sta a indicare una filosofia: all'insegna dello slogan "togli il superfluo" si ripropongono C30, V50, V70 e perfino XC90 Polar, quattro modelli con qualche orpello in meno, stessa robustezza e affidabilità ed un prezzo davvero concorrenziale. Si inaugura in sostanza una filosofia che coniuga il restyling di un modello (generalmente dopo quattro anni) con il rilancio a listini più bassi ed equipaggiamenti un po' più spartani.
Vediamo in dettaglio: la C30, auto ben costruita e di pregio, che ha fatto flop sul mercato italiano per effetto dei prezzi poco competitivi, viene rilanciata in versione Polar a 17.450 euro con motore 1.6 benzina, a 19.800 con 1.6 a gasolio in versione Drive (ecologica), che lo può diventare ancora di più con lo "Stop and start", il sistema che spegne il motore quando ci si ferma e si lascia la frizione. La dotazione di base resta comunque completa: Abs con Ebd; quattro airbag full size, Sips e Whips per la sicurezza, clima manuale, alzacristalli elettrici solo anteriori, chiusura centralizzata con telecomando, specchi retrovisori elettrici, impianto audio con lettore Cd ed entrata Aux, controllo dinamico di trazione e stabilità e sistema intelligente di informazione alla guida. Come si vede, resta tutto ciò che è importante e la C30 acquista la nuova seduzione del prezzo.
Stesso discorso per le due station wagon e perfino per il Suv ammiraglia Volvo: la V50 Polar costa da 21.200 euro, la V70 Polar da 30.950 e la XC 90 Polar da 42.800. Chi non è tentato da questi listini? Anche per i motori la scelta è stata particolarmente avveduta: 4 cilindri 1.6 benzina da 100 cv e 1.6 diesel da 109 Cv per C30 e V50; 4 cilindri 2 litri Flexifuel da 145 cv e turbodiesel da 136 Cv su V70; 5 cilindri D5 turbodiesel da 185 Cv sull'Xc 90. Quest'ultima è affiancata peraltro da un modello - non Polar - della XC 60 a due sole ruote motrici con turbodiesel 2.4D da 175 Cv.
Per tutte le Polar c'è un pacchetto opzionale Plus, che include cerchi in lega, fendinebbia, computer di bordo, cruise control e fari bi-xeno (per V70 e XC90 Polar Plus anche il Park distance control).
Graziano Guerini