Almeno su un fatto sono tutti d'accordo: non è estate senza una serata a base di pane, salamina, birra, patatine fritte e magari formaggio fuso con polenta. Chi vuole può prendersi lo spiedo o la trippa, i casoncelli o i fagioli con cipolle, la torta sbrisolona e il caffé corretto. Sta di fatto che una mangiata all'aperto seduti ai tavoli in legno di una delle centinaia di sagre che popolano l'estate bresciana è un'abitudine alla quale non si può rinunciare. Anzi, per alcuni è una vera e propria esigenza.
Mentre sbiadisce la forza delle feste di partito, fioriscono gli appuntamenti organizzati da associazioni varie, Avis in primis, gruppi di Alpini e oratori di ogni angolo della provincia. Alcune sagre sono rinomate per un particolare prodotto, altre contano sul fatto che alla gente basta avere un'occasione qualsiasi per trovarsi all'aperto, con un sottofondo a base di liscio o cover.
"Dove andiamo questa sera?" è una domanda che viene rivolta spesso, soprattutto durante il fine settimana e una sagra di paese aiuta non poco a risolvere in fretta il dilemma. Inoltre, se i redditi di molti ormai non sono più in grado di sostenere il conto di una serata con famiglia al ristorante, a volte anche in pizzeria, la sagra rappresenta un'occasione "low cost" per una mangiata fuori casa.