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Biblioteca Viganò, on-line un patrimonio antichissimo

Biblioteca Viganò, on-line un patrimonio antichissimo

Un antico volume conservato all’interno
della biblioteca intitolata a Carlo Viganò

Ore 06:01
mercoledì, 01 aprile 2009

La biblioteca di storia delle scienze "Carlo Viganò" dell'Università Cattolica di Brescia digitalizza il suo patrimonio librario.

Saranno perciò presto disponibili in formato elettronico testi antichissimi - risalenti in taluni casi anche al 1400 - che potranno così essere consultati più facilmente e diffusamente.

L'operazione è frutto di una convenzione siglata tra l'Università Cattolica, la Biblioteca europea di informazione e cultura (Beic) di Milano, il Giardino di Archimede di Firenze e l'Istituto e museo di storia della scienza sempre di Firenze.

"L'iniziativa - spiega don Pierluigi Pizzamiglio, direttore della biblioteca "Viganò" - è frutto della volontà manifestata dalla Beic di realizzare una biblioteca digitale per consentire la lettura on-line dei volumi classici della Matematica".

La prima tranche della digitalizzazione - che è scattata lo scorso gennaio e sta proseguendo con la scansione di circa 160 pagine all'ora effettuata dai dipendenti della società Siav di Padova - interesserà un migliaio di volumi, per complessive 170mila pagine scandite.

I costi della digitalizzazione saranno tutti a carico della Beic, attualmente diretta dal giurista Antonio Padoa Schioppa, fratello dell'ex ministro dell'Economia. "Al termine del lavoro di scansione - continua Pizzamiglio, docente di Storia della matematica alla Cattolica di Brescia - le opere digitalizzate saranno gratuitamente disponibili sul sito della Beic. Si realizzerà così un'importante opera di diffusione del patrimonio librario scientifico che una volta on line sarà accessibile in tempi rapidi e a costi nulli".

Conservati oltre 10.000 volumi

La biblioteca che l'ingegner Carlo Viganò (Seregno 1904-Brescia 1974) ha donato due anni prima della morte all'Università Cattolica è costituita da quasi 10mila volumi, riguardanti principalmente la Matematica e la Fisica, ripartiti pressoché in parti uguali nelle due grandi sezioni del Fondo antico e di quello moderno.

Le gemme più preziose del Fondo antico sono i caratteristici manoscritti (in tutto quasi ottanta) e una decina di preziosi incunaboli, vale a dire i volumi stampati con la tecnologia dei caratteri mobili tra la metà del XV secolo e i primissimi anni del Cinquecento.

Vi sono poi circa 600 edizioni realizzate nel XVI secolo e alcune migliaia di opere edite tra il Seicento e il Settecento.

Diversi volumi costituiscono opere piuttosto rare: particolarmente importanti la sezione dedicata agli autori gesuiti, così come quella dedicata all'ambiente storico-scientifico bresciano, con particolare attenzione alle opere di Niccolò Tartaglia.

Il Fondo moderno (risalente all'Ottocento e al Novecento) consta invece di svariate edizioni critiche delle opere dei principali scienziati documentati dal Fondo Antico, come di diversi importanti repertori bibliografici e storiografici necessari alla ricerca. Vi sono poi numerosi studi monografici, alcuni dei quali molto rari.

Tra le altre assumono rilievo le sezioni dedicate a Leonardo da Vinci, Galileo Galilei e agli studi di astronomia.

Come avviene la consultazione

In attesa della completa digitalizzazione i volumi del Fondo antico possono essere consultati solo all'interno della biblioteca, il martedì e il giovedì dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17, oppure in altro orario accordandosi con il direttore.

I volumi del Fondo moderno sono invece inseriti nel catalogo della biblioteca centrale della Cattolica e possono pertanto essere consultati e presi a prestito secondo le norme e gli orari (dal lunedì al giovedì dalle 8 alle 18.30, il venerdì dalle 8 alle 17.30) della biblioteca universitaria.

Il museo di storia delle scienze

Oltre ai libri, il patrimonio della Cattolica dedicato alla matematica e alla fisica è destinato a ingrandirsi. La biblioteca "Viganò" ha infatti ricevuto in donazione un migliaio di strumenti costituenti il gabinetto scientifico di Mons. Angelo Zammarchi, fondatore della casa editrice "La Suola".

Conseguenza di questo lascito sarà una modifica nel nome della biblioteca: "La nostra nuova denominazione - chiosa il direttore - sarà "Biblioteca Carlo Viganò e Museo di storia delle scienze Angelo Zammarchi" e la nostra nuova sede sarà nell'ala del Seminario di via Bollani che la Cattolica ha acquistato dalla Diocesi".

Mario Nicoliello



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